Il 7 marzo 2026, ad Aquileia, Civiltà Contadina ha celebrato i trent’anni dalla sua nascita con il convegno “Coltivare insieme la biodiversità”, un incontro pensato per mettere in dialogo agricoltura, ambiente, salute, scienza e comunità.
Gli interventi dal mondo scientifico a quello agricolo e associativo hanno restituito un quadro molto chiaro: la biodiversità agricola non è un tema astratto, ma una condizione concreta per il futuro dell’agricoltura.
È emersa con forza l’importanza delle varietà locali, non solo come patrimonio da conservare, ma come risorse vive, capaci di rispondere alle sfide attuali, a partire dai cambiamenti climatici e dalla qualità del cibo.
Allo stesso tempo, è stato ribadito un passaggio fondamentale:
la biodiversità non si tutela “a distanza”, ma solo coltivandola.
Uno degli elementi più significativi emersi durante il pomeriggio è stata la presenza di terreni pubblici attualmente inutilizzati nel territorio di Aquileia.
Un dato che ha dato concretezza al confronto, aprendo la possibilità di passare dalle riflessioni alle azioni.
Da qui ha preso forma la proposta più condivisa: sviluppare esperienze di orti sociali. Non solo spazi di coltivazione, ma luoghi in cui:
- mantenere viva la biodiversità
- condividere conoscenze
- rafforzare il legame tra persone, territorio e produzione di cibo
Il convegno si è chiuso con la disponibilità dell’amministrazione di Aquileia a proseguire il percorso insieme all’associazione, sia con nuovi momenti di approfondimento sia con passi concreti sul territorio.
Più che un evento, è stato l’avvio di una direzione: portare la biodiversità fuori dal piano delle idee e dentro pratiche condivise e reali.






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