Questo l'articolo uscito sul Magazine "Gardenia" che parla del nostro socio ed ex-presidente Cristiano del Toro: Il custode di varietà antiche in Abruzzo: biodiversità agricola e semi locali

Nelle colline di Castiglione Messer Raimondo, in provincia di Teramo (Abruzzo), prende forma un esempio concreto di biodiversità agricola e tutela delle varietà antiche. Qui l’architetto paesaggista ed esperto di agroecologia Cristiano Del Toro coltiva da oltre quindici anni un orto-frutteto progettato per riprodurre il più possibile un ecosistema naturale.
Il suo lavoro rappresenta un modello di agricoltura naturale senza chimica, basato sulla conservazione e riproduzione di semi locali a libera impollinazione, sulla policoltura e sulla rigenerazione del suolo.
Conservare varietà antiche per proteggere la biodiversità
Nel grande orto convivono alberi da frutto, ortaggi, erbe spontanee e siepi campestri, secondo un sistema ispirato alle pratiche della tradizione contadina mediterranea. La maggior parte delle coltivazioni è composta da varietà antiche recuperate attraverso semi autoprodotti, scambi tra agricoltori e la rete di custodi promossa da Civiltà Contadina.
Tra le colture troviamo oltre cinquanta varietà di mele antiche, fichi, susini, pere locali e ortaggi tradizionali, oltre al fagiolo “40 giorni”, varietà montana caratterizzata da ciclo rapido e ottima adattabilità. Ogni pianta è selezionata per la sua capacità di adattarsi al clima e al suolo locale, mantenendo sapori, caratteristiche nutrizionali e resilienza.
La conservazione delle piante madri locali e la pratica dell’innesto su portainnesti da seme contribuiscono a mantenere la biodiversità genetica e a contrastare l’omologazione agricola.
Agroecologia e sovescio: come migliorare il suolo in modo naturale
Uno degli aspetti centrali dell’esperienza è l’utilizzo del sovescio, un’antica tecnica agronomica che migliora la fertilità del suolo senza ricorrere a fertilizzanti chimici. La semina autunnale di leguminose e altre specie, successivamente trinciate e interrate, favorisce la formazione di humus, aumenta la sostanza organica e stimola la vita microbica del terreno.
Questo approccio agroecologico rende il suolo più fertile, capace di trattenere l’acqua e sostenere coltivazioni sane nel lungo periodo.
Custodi dei semi e futuro dell’agricoltura
L’esperienza raccontata dimostra che la tutela delle varietà locali e dei semi antichi non è solo una scelta culturale, ma una strategia concreta per preservare territorio, paesaggio, qualità del cibo e autonomia agricola.
Essere custodi dei semi significa proteggere un patrimonio genetico prezioso e garantire alle future generazioni la possibilità di coltivare in modo sostenibile, rispettando biodiversità e ambiente.
Un percorso che parte dal seme, attraversa la terra e costruisce comunità.
Approfondimento Video:
Di seguito il video youtube sul canale ufficiale pubblicato in passato sull'orto conservativo di Cristiano del Toro




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