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2011/06/11
2010/12/07
Tematica: Logico

Autore: logico (8:13 pm)
Ho riparato il mio vecchio trattore che quest'anno compie 30 anni.....non posso permettermi altro con i tempi che corrono e sinceramente sono affezionato a lui anche se non ha tutti i marchingegni della moderna meccanica come il sevosterzo ed altri ingegnosi accorgimenti, a me non servono,mi basta lui semplice cavallo da tiro per le arature nell'uliveto e per il trasporto delle olive al frantoio durante la raccolta invernale.La raccolta non è stata un granche',poche le olive tanto che non sara' facile arrivare alla fine dell'anno economico e coprirne le tantissime spese.......dovro' chiedere aiuto ai miei risicati risparmi(ancora per quanto?)la mia piccola cantina nella vecchia casa di mio padre custodisce il dolce profumo del vino primitivo e anche del san giovese che ogni volta che travaso riempie tutta la cantina di odori di antica memoria.I prossimi lavori sono nella vigna ,terminare di legare i tralci del tendone e fare le arature,poi a seguire arature nell'uliveto e conseguente inizio della lunga potatura che ci portera'fino alla primavera........
2009/10/03
Tematica: Logico

Autore: logico (10:19 am)

Un altro punto a favore dell'olio d’oliva: combatte l’Alzheimer

L’oleocantale, un composto naturale presente nell’extra vergine, potrebbe prevenire e aiutare a combattere i danni alle cellule celebrali dovute alle proteine neurotossiche responsabili della patologia neurodegenerativa

di Alberto Grimelli

L’Alzheimer è una delle patologie più diffuse e subdole dell’era moderna, una malattia che progressivamente fa perdere coscienza di sé e dell’ambiente che ci circonda.

Responsabili del morbo di Alzheimer sarebbero le ADDLs, proteine altamente tossiche che si legano con le sinapsi neurali del cervello disturbando il funzionamento delle cellule nervose, portando alla perdita di memoria, la morte cellulare, e l'alterazione globale delle funzioni cerebrali.

Il legame delle ADDLs con le sinapsi delle cellule nervose è il primo cruciale passo per l’inizio dell’Alzheimer.
L’oleocantale, un composto presente nell’extra vergine d’oliva, tuttavia altera la struttura delle ADDLs rendendone più difficoltoso il legame con le sinapsi.

"Sono necessari ancora studi translazionali per collegare questi risultati di laboratorio con prassi cliniche, ma sono fiducioso" ha detto il prof. Klein, docente di neurobiologia e fisiologia, membro del Alzheimer's Disease Center, presso la Northwestern University.

Proprio Klein e i suoi colleghi avevano identificato le proteine ADDLs nel 1998, portando ad un grande cambiamento nella conoscenza sulle cause, la progressione e il trattamento del morbo di Alzheimer. Conosciute anche come beta-amiloide oligomeri, le ADDLs sono infatti strutturalmente diverso da placche amiloidi che si accumulano nel cervello dei pazienti di Alzheimer.

Sulla base di alcune indagini in vitro il team di ricercatori della Northwestern ha scoperto che l’introduzione di oleocantale aumenta la dimensione delle proteine ADDLs riducendone la capacità di alle sinapsi dei neuroni ippocampali.
L'ippocampo, una parte del cervello intimamente coinvolta nell'apprendimento e nella memoria, è una delle prime aree colpite dalla malattia di Alzheimer.

Un risultato inatteso è che l’oleocantale renderebbe le ADDLs maggiormente aggredibili dagli anticorpi, con il risultato di aumentare l’efficacia di trattamenti di immunoterapia.

Breslin, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto, ha commentato sulle implicazioni dei risultati. "Se il trattamento con anticorpi del morbo di Alzheimer è arricchito da oleocantale, l’efficacia antitossica e immunologia di questo composto può portare ad un trattamento utile per una malattia oggi incurabile. Solo futuri studi clinici potranno però fornirci questa certezza.”

La ricerca sarà pubblicata sul numero in uscita il 15 ottobre della rivista “Toxicology and Applied Pharmacology”.

....se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla bonta' dell'olio extra vergine di oliva per la nostra salute ecco un bell'articolo che si aggiunge alle tante indiscutibili proprieta' di questo prodotto della natura .Luigi (logico)contadino olivicoltore. luigi1238@hotmail.com www.aziendaagricolacarella.it

2008/12/13
Tematica: Logico

Autore: logico (1:22 pm)
Cè UNA GOMORRA ANCHE PER  L'OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA.      di Antonio Barile*                                               L'articolo di fondo del direttore De Tomaso di qualche giorno fa dedicato all'olivicoltura merita di essere ripreso perche'non è consueto che il direttore di un grande giornale come La gazzetta del mezzogiorno scriva di agricoltura.La protesta drammatica degli agricoltori dei giorni scorsi aveva enormemente bisogno di vero ascolto,anche rispetto alla sordita' sostanziale dei soggetti istituzionali chiamati a dare risposte concrete.L'agricoltura pugliese è diventata grande grazie all'abnegazione di centinaia di migliaia di agricoltori di diverse generazioni per lo piu' ex braccianti che hanno cercato cosi il prorpio riscatto e realizzato la  piu' grande riforma agraria.Dove c'erano solo sassi hanno fatto sorgere uliveti,vigneti da vino e da tavola,ciliegi,serre floricole,ortaggi di tutti i tipi e grano,per non parlare degli allevamenti dando alla Puglia quel paesaggio agrario che incanta tutti.Ma l'ascolto dei decisori politici verso i protagonisti della rivoluzione verde pugliese scomparsi la dc,il pci e ilpsi,negli ultimi vent'anni è stato debole se non nullo considerando a torto ormai irrilevante il peso elettorale del mondo agricolo.Totale mancanza di controlli veri.Diciamoci la verita'l'attenzione  politica si è spostata verso la grande industria agroalimentare(vedi casi Parmalat e Cirio)e la grande distribuzione commerciale.Perche'solo questi possono distribuire un dividendo ai grandi elemosinieri della politica.Gli agricoltori non hanno nulla da offrire a questi signori.I loro redditi sono magrissimi.Tornando all'olivicoltura pugliese e italiana,è abbondandemente conosciuta la causa fondamentale che mette puntualmente  in crisi l'olio extravergine di oliva italiano.Essa risiede nella totale mancanza di trasparenza del mercato dell'olio di oliva.Mi permetto di obiettare che non sono convinto che se i controlli fossero efficaci non cambierebbe nulla.Anzi.Si stima che  in Italia ogni anno vengano commercializzate per il consumo interno ed estero 11 miliono di quintali di olio di oliva di cui circa 9 milioni come  olio extravergine d'oliva  italiano.Una quantita' enorme che  l'Italia non ha!L'Italia produce poco piu' di 3 in alcune annate 4 milioni di quintalidi extravergine.Ripeto solo 4 milioni su 9.E'una differenza che dovrebbe essere  un pugno negli occhi alle numerose strutture preposte ai controlli,le quali forse non riescono ad avere un quadro d'insieme a causa delle competenze frammentate.L'olio extravergine di oliva VERO è molto scarso in Italia e nel mondo,una merce rara anche se si considera  lo sviluppo enorme dell'olicoltura spagnola dell'impianto di nuovo ulivi in Grecia,Cile, Argentina,Sudafrica,Tunisia e Marocco,bisogna tenere presente che il 40% dell'olio della spagna è lampante de-odorato.A proposito dell'olio d'oliva lampante cioe' olio d'oliva con acidita' superiore al 3% commestibile previa raffinazione esso è la conseguenza diretta dei bassissimi prezzi dell'extravergine che costringe molti olivicoltori a ridurre i costi attraverso la raccolta delle olive per caduta,un prezzo giusto dell'extravergine potrebbe cambiare la situazione.Allora come si spiega la differenza abnorme ingiustificata tra il vero extravergine  italiano e l'extravergine commercializato come tale?Si spiega in parte con le pur leggittime importazioni di olio dai paese comunitari che pero'non indicano in etichetta l'origine,nonostante l'obbligo di legge.E con le importazioni illegittime dei paesi extracomunitari attraverso il meccanismo opaco del TPA(traffico di perfezionamento attivo)grazie anche ad altrettante illegittime autorizzazioni rilasciate dai ministeri.Ovviamente neanche per  l'olio extracomunitario viene indicata l'origine in etichetta.E come se non bastasse si lasciano imperversare le sofisticazioni che creano dal nulla o meglio da oli di semi e lampanti rettificati circa il 30% dell'extravergine commercializzato come italiano,cioe'dai 2 ai 3 milioni di quintali.Grumo di interessi.Il giornalista americano del new yorker ha paragonato il traffico dell'olio extravergine di oliva a quello della cocaina.Questa è la questione di fondo!Perche' non si afronta con la determinazione necessaria questo scandalo mondiale che uccide illavoro degli olivicoltori di tutto il mondo?Perche?Perche siamo difronte ad un grumo di interessi potentissimi che condiziona pesantemente i governanti italiani e l'euroburocrazia di Bruxelles.Altrimenti non si spiega l'assoluta mancanza di risposte alla protesta di questi giorni o peggio,la beffa da parte di una struttura ministeriale che realizza i controlli solo a carico degli oleifici sociali,dove la sofisticazione non ESISTE.Si fa tutto questo invece di prelevare dagli scaffali dei supermercati italiani,europei e americani,le bottiglie di olio di oliva extravergine delle marche italiane e fare le analisi con le nuove metodiche che consentono di individuare gli oli di  semi,i lampanti rettificati,e gli extravergini non italiani.Semplice ma non si fa.Allora che fare?Non dobbiamo mollare.La cia puglia ha condotto negli anni tutte le battaglie che andavano fatte abbiamo conquistato le dop (denominazione di origine protetta)ma finora hanno vinto loro.Occorre impostare una battaglia che veda protagonista una nuova alleanza forte tra gli olivicoltori,la stampa,la cultura,le istituzioni piu' sensibili e i cittadini per svergognare  i tanti complici della Gomorra dell'olio extravergine.                                                                                   *presidente cia (confederazione italiana agricoltori)puglia          Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 12/12/08
2008/10/16
Tematica: Logico

Autore: logico (1:39 pm)
Cnr: poca acqua, nel Barese agricoltura in ginocchio
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MOLA DI BARI - Raccolto a rischio per l’olivo. Per i ciliegi c'è il rischio che le piante muoiano. E per gli ortaggi invernali, in molti casi non è stato ancora possibile effettuare la semina o il trapianto. L’agricoltura è in ginocchio per le sempre più scarse disponibilità idriche.

Allarmante il bollettino del Cnr-Azienda sperimentale «La Noria» di Mola: i dati climatici rilevati nella sede molese parlano di effetti negativi sull'agricoltura locale.

L'analisi. L’estate 2008 si colloca (dati Cnr-Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima) all’ottavo posto tra le più calde degli ultimi 200 anni. Riferendosi alla zona di Bari, monitorata dal Consiglio nazionale delle ricerche, i dati dimostrano una impennata importante. «La serie storica 1961-1990 - analizza il Cnr La Noria - fece registrare a Bari, a giugno, luglio, agosto e settembre, in media, 21,5, 23,5, 23,5 e 21,0 gradi».

Nel 2008 a Mola, negli stessi mesi, le temperature medie misurate presso l’Azienda sperimentale «La Noria» dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr sono state: 23,5, 26,7, 26,6 e 20,6 gradi. La temperatura media di giugno, luglio e agosto 2008 è stata, dunque, nettamente più alta (+2,8 gradi, in media) rispetto alla serie storica di riferimento, mentre a settembre è risultata leggermente più bassa.

«Sempre considerando la stessa serie storica - afferma il Cnr nella sua nota - la piovosità media annua a Bari risulta essere pari a 586 mm, mentre quella parziale dei primi nove mesi, settembre compreso, è di 404 mm». La piovosità registrata a Mola da gennaio a settembre 2008 è stata di appena 190 mm. Pochi, molto pochi, basti pensare che solo in occasione delle precipitazioni del 25 e 26 settembre 2006 caddero circa 300 mm di acqua. L’anno scorso, altro anno con ridotta piovosità, nei primi 8 mesi caddero 288 mm di pioggia.

«Per l’agricoltura in generale - è sottolineato nel report - e per quella molese in particolare, questo fenomeno si è tradotto in danni da eccessi termici, per alcune colture, e in un forte deficit idrico». La pregiata uva d’Italia, per esempio, ha trovato difficoltà ad assumere la tipica colorazione giallo-dorata. Ciò ha contribuito ad aumentare le difficoltà di collocare il prodotto sul mercato e di ottenere prezzi remunerativi.

«La ridotta piovosità - concludono i ricercatori del Cnr-La Noria - ha fatto scaturire un ampio ricorso all’uso d’acqua di falda per l’irrigazione». I pozzi gestiti dalla Regione hanno una rete di distribuzione insufficiente. I produttori agricoli sono costretti a rivolgersi a pozzi privati. L’acqua di falda privata costa circa 1 euro al metro cubo, quella dei pozzi pubblici 40 centesimi. In questa situazione, solo per poche colture è possibile fare ricorso all’irrigazione. Ma le colture più a rischio dell’area molese e del Sud-Est sono l’olivo, il ciliegio e gli ortaggi. I «tesori» della terra locali stanno rischiando moltissimo.
Antonio Galizia

16/10/2008
(distanza tra mola di bari e sannicandro di bari 20 km circa in linea d'aria)
2007/12/29

Autore: logico (6:13 pm)
<div align="left"><p><strong>AMBIENTE, 3 MLN DI ETTARI DI COLTURE TAGLIA INQUINAMENTO IN MENO. </strong></p><p align="justify">Nell'ultimo quarto di secolo sono andati persi tre milioni di ettari di terreno coltivato con funzione antismog nei confronti dei gas ad effetto serra ed altri inquinanti. E' quanto afferma la Coldiretti che, nel commentare il rapporto Apat , sottolinea che ogni anno vengono persi mediamente oltre 120mila ettari di colture capaci di assorbire anidride carbonica (CO2) a vantaggio di altre destinazioni soprattutto urbane ed industriali. La campagna - sostiene la Coldiretti - rappresenta un serbatoio di aria pulita indispensabile per combattere lo smog nelle città che va difeso nei confronti dell'urbanizzazione selvaggia. Peraltro, il terreno sottratto all'attività agricola comporta anche gravi problemi di natura idrogeologica che - precisa la Coldiretti - mettono a rischio la stabilità del territorio. L'attività agricola - conclude la la Coldiretti - non svolge dunque solo una funzione economica ma anche un importante ruolo dal punto di vista paesaggistico ed ambientale che deve essere adeguatamente valorizzato puntando sull'impresa e sulla sua capacità di presidio del territorio. luigi</p></div>
2007/11/21

Autore: logico (10:22 pm)
<p align="justify">I risultati della consultazione confermano la crescente opposizione dei cittadini italiani al biotech nel piatto e richiedono una assunzione di responsabilità ai massimi livelli di governo per proteggere il Made in Italy dal rischio di contaminazioni. E' quanto afferma la Coldiretti in occasione della presentazione del bilancio della Consultazione nazionale su Ogm e modello di sviluppo agroalimentare, promossa dal 15 settembre al 15 novembre dalla Coalizione ItaliaEuropa - liberi da Ogm. L'obiettivo - continua la Coldiretti - deve essere ora quello di valorizzare le produzioni del territorio e di difenderle dalla omologazione e dalla delocalizzazione per una agricoltura che guarda al mercato e risponde alle domande dei cittadini, che chiedono di consumare alimenti di qualità, con un forte legame territoriale. Un impegno - prosegue la Coldiretti - sul quale sta crescendo la consapevolezza in Europa dove l'Italia ha una ragione in più, per difendere la scelta di evitare a livello nazionale di coltivare produzioni Ogm, perché può vantare i primati raggiunti sul piano della qualità, sicurezza alimentare ed ambientale. Una impresa biologica europea su tre è italiana (37,7%) con la superficie nazionale coltivata a biologico che rappresenta più di un quarto (27,7%) del totale coltivato a livello Ue mentre l'agricoltura nazionale - precisa la Coldiretti - detiene anche la leadership europea con ben 163 denominazioni di origine italiane riconosciute nell'albo comunitario sul totale di 756 (21,5 per cento). Ma l'Italia ha anche  - continua la Coldiretti - il record assoluto del 98,5 per cento dei campioni di frutta e verdura con residui di fitofarmaci al di sotto dei limiti di legge che conferma gli ultimi risultati pubblicati dalla Commissione Europea dai quali emerge che la frutta e la verdura Made in Italy sono le più sicure in Europa con una presenza di residui chimici nettamente inferiore a quella di altri Paesi produttori dove le irregolarità rilevate per i prodotti alimentari sono superiori di tre volte in Germania, quattro volte in Francia e Spagna e di oltre 6 volte in Olanda. Dall'Indagine 2007 COL DIRE TTI-SWG “Le opinioni di italiani e europei sull'alimentazione” emerge che due italiani su tre (67 per cento) che esprimono una opinione ritengono che i prodotti alimentari contenenti Organismi geneticamente Modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto ai prodotti tradizionali e tale percentuale è alta tra i giovani e i laureati tra i quali diminuiscono peraltro gli indecisi. La stessa diffidenza - conclude la Coldiretti - si registra anche in altri paesi europei come Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna dove la percentuale dei “preoccupati” è in media del 63 per cento. </p>
2007/11/16

Autore: logico (6:32 pm)
<p><table height="396" cellspacing="1" cellpadding="0" width="608" border="0"><tr><td class="territoriotesto"><div align="left"><p align="justify">La produzione nazionale di olio di oliva è stimata in calo del 10 per cento rispetto allo scorso anno su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali per effetto della forte siccità estiva anche se le condizioni climatiche antecedenti la raccolta sono state favorevoli ed hanno assicurato una ottima qualità e rese in olio superiori alla media. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la novità del 2007 è rappresentata dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.243 del 18 ottobre il decreto sull'obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate nell'olio vergine ed extravergine. Il decreto - sottolinea la Coldiretti - prevede che sulle confezioni di olio d'oliva vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l'olio, entro tre mesi dalla pubblicazione per consentire di etichettare in trasparenza il nuovo raccolto. Solo la scritta in etichetta “olio ottenuto da olive italiane” - sottolinea la Coldiretti - garantirà la provenienza nazionale dell'extravergine in commercio per impedire di “spacciare” come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come è avvenuto fino ad ora senza alcuna informazione per i consumatori. Con l'entrata in vigore de Decreto, se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati e per i trasgressori - ha precisato la Coldiretti - sono previste multe fino a 9.500 euro. L'obbligo di indicare l'origine delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto è - continua la Coldiretti - un contributo alla trasparenza se si considera che nei primi sei mesi del 2007 si è verificato un aumento record del 30 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia. In Italia si stima un consumo nazionale di 14 kg a persona con una netta preferenza per l'extravergine per il quale si registra un aumento degli acquisti in quantità dell'1,4 per cento mentre i prezzi medi al dettaglio sono risultati sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno  (-0,5 per cento) sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi otto mesi del 2007. L 'Italia - conclude la Coldiretti - è il secondo produttore europeo di olio di oliva e con 38 denominazioni (Dop/Igp) riconosciute dall'Unione Europea, che sviluppano un valore della produzione agricola di circa 2 miliardi di Euro e garantiscono un impiego di manodopera per circa 50 milioni di giornate lavorative. Fonte Ccdd.</p></div></td></tr><tr><td height="31"> </td></tr><tr><td height="2"> </td></tr></table></p>
2007/10/19

Autore: logico (7:04 pm)

PREZZI: COLDIRETTI, SPESA RIDOTTA DI 1/3 CON ACQUISTI DAL PRODUTTORE

Di fronte al caro prezzi è possibile ridurre di un terzo il costo della spesa facendo acquisti diretti dai 50mila imprenditori agricoli, che vendono frutta, formaggi, vino, olio e salumi nelle aziende agricole senza costose intermediazioni che sono la causa principale degli aumenti. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che si tratta di un fenomeno in rapida diffusione che si è esteso recentemente anche al latte con il via libera a centinaia di distributori automatici dove è possibile acquistare un prodotto genuino, di alta qualità e con prezzi inferiori fino al 40 per cento a quelli di mercato. La rapida diffusione dei distributori automatici di latte fresco - sottolinea la Coldiretti - è il frutto di un interesse comune di allevatori e consumatori a ridurre le intermediazioni, combattere le speculazioni e garantire una remunerazione adeguata agli allevatori con prezzi convenienti per i consumatori. Un fenomeno che riguarda anche altri settori con quasi sette italiani su dieci che hanno acquistato vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità direttamente dalle 48.650 imprese agricole nazionali che offrono questo servizio giudicandolo in maggioranza conveniente, sulla base dei dati dell'Osservatorio nazionale sulla spesa in campagna promosso da Coldiretti e Agri 2000. S ono 21mila le cantine aperte dove i turisti possono acquistare vino che, con il 41 per cento delle aziende totali, è il prodotto maggiormente commercializzato direttamente, seguito dall'ortofrutta con il 23,5 per cento, dall'olio di oliva con il 16 per cento, dalla carne e dai salumi con l'8 per cento, dai formaggi comprati in malghe e caseifici con il 5 per cento, mentre più ridotto è il numero di imprese che offrono miele (1 per cento). Dall'analisi dei luoghi dove è possibile fare acquisti di prodotti della campagna emerge che due imprese agricole su tre usano locali adattati all'interno dell'azienda dove vengono anche utilizzate strutture di facile allestimento da sistemare lungo i confini con le strade più trafficate, mentre molto diffusa con il 23,8 per cento è la partecipazione a mercati e fiere locali e con il 2,2 per cento rimane ancora minoritaria l'apertura di punti vendita esterni situati ad esempio nelle città. Una tendenza che la Coldiretti intende sostenere con l'apertura nelle città di mercati gestiti direttamente ed esclusivamente dagli imprenditori agricoli delle campagne con l'offerta di prodotti locali, freschi e di stagione sull'esempio dei Farmers Market diffusi in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.News da ccdd .luigi1238@hotmail.com

2007/09/25

Autore: logico (1:32 pm)

L'autunno 2007 inizia straordinariamente con la vendemmia che si è già conclusa nel 70 per cento dei vigneti a significare il profondo impatto sulla natura provocato dai cambiamenti climatici con l'estate 2007 che entra nella top ten delle piu' calde degli ultimi due secoli classificandosi al nono posto dal 1800, dopo che sia l'inverno che la primavera avevano fatto segnare i rispettivi primati stagionali per l'elevata temperatura. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la vendemmia è iniziata quest'anno con un mese di anticipo e che è stato già raccolto piu' del doppio dell'uva rispetto alle medie del passato. Una produzione che - sottolinea la Coldiretti - si prevede di buona qualità, ma contenuta di oltre il 10 per cento che si traduce in una produzione inferiore ai 45 milioni di ettolitri di vino, sui livelli minimi degli ultimi trenta anni. E con un anticipo storico si stima anche la raccolta delle olive che partirà nel prossimo mese in Sicilia, con una produzione contenuta a livello nazionale sulle 600mila tonnellate. Si tratta degli ultimi effetti di un andamento stagionale anomalo che si è manifestato già a giugno con la mietitura del grano che è stata anticipata di una decina di giorni da sud a nord come pure la maturazione delle principali varietà di frutta e verdura. Ma il caldo del 2007 - continua la Coldiretti - ha anche provocato anche un vero e proprio “boom” anticipato di cervi, lupi e cinghiali nelle campagne dove questi animali selvatici scorrazzano seminando il panico sulle strade e provocando danni alle persone, alle strutture e alle colture agricole. In inverno - riferisce la Coldiretti - a gennaio sono spuntate le mimose con due mesi di anticipo, all'inizio di marzo sono state avvistate in Liguria e Sicilia le prime rondini, sbocciate le margherite e raccolte straordinariamente le fave che accompagnano le scampagnate del primo maggio. Effetti si sono avuti anche sugli animali, soprattutto quelli che vanno in letargo o migrano con i merli che hanno cominciato a nidificare in città già da febbraio, cosa che in teoria fanno a marzo come anche i piccoli passeriformi. Per effetto del clima, in primavera si è registrata una concentrazione e una varietà di offerta di frutta e verdura Made in Italy come mai nel passato . Le fragole in anticipo di 20 giorni, mentre un mese prima del normale calendario di raccolta sono arrivate già ad aprile, le ciliegie dal Mezzogiorno e, a seguire, albicocche e pesche. Si è trattato - precisa la Coldiretti - di una situazione climatica che ha sconvolto i normali cicli della natura con piante e animali. Ma gli effetti del cambiamento climatico - continua la Coldiretti - si fanno sentire nelle campagne con un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture come l'olivo che è arrivato a ridosso delle Alpi e le prime arachidi raccolte nella pianura padana, la riduzione della riserva idrica, l'aumento dell'erosione in zone collinari e alluvioni in pianura, anticipo di germogliamento per le piante coltivate, maggiore rischio per gelate tardive, aumento dell'incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti, stress idrico delle piante. Si tratta di processi - continua la Coldiretti - che rappresentano una nuova sfida per l'impresa agricola che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Servono - conclude la Coldiretti - interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali del piano irriguo nazionale previsto dalla finanziaria, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo ma anche ricerca ed innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.

Luigi da ccdd news. luigi1238@hotmail.com

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Re: Zucca albina
Visitatore anonimo (2007/08/30)

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