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2011/06/11
2010/12/07
Tematica: Logico

Autore: logico (8:13 pm)
Ho riparato il mio vecchio trattore che quest'anno compie 30 anni.....non posso permettermi altro con i tempi che corrono e sinceramente sono affezionato a lui anche se non ha tutti i marchingegni della moderna meccanica come il sevosterzo ed altri ingegnosi accorgimenti, a me non servono,mi basta lui semplice cavallo da tiro per le arature nell'uliveto e per il trasporto delle olive al frantoio durante la raccolta invernale.La raccolta non è stata un granche',poche le olive tanto che non sara' facile arrivare alla fine dell'anno economico e coprirne le tantissime spese.......dovro' chiedere aiuto ai miei risicati risparmi(ancora per quanto?)la mia piccola cantina nella vecchia casa di mio padre custodisce il dolce profumo del vino primitivo e anche del san giovese che ogni volta che travaso riempie tutta la cantina di odori di antica memoria.I prossimi lavori sono nella vigna ,terminare di legare i tralci del tendone e fare le arature,poi a seguire arature nell'uliveto e conseguente inizio della lunga potatura che ci portera'fino alla primavera........
2009/10/03
Tematica: Logico

Autore: logico (10:19 am)

Un altro punto a favore dell'olio d’oliva: combatte l’Alzheimer

L’oleocantale, un composto naturale presente nell’extra vergine, potrebbe prevenire e aiutare a combattere i danni alle cellule celebrali dovute alle proteine neurotossiche responsabili della patologia neurodegenerativa

di Alberto Grimelli

L’Alzheimer è una delle patologie più diffuse e subdole dell’era moderna, una malattia che progressivamente fa perdere coscienza di sé e dell’ambiente che ci circonda.

Responsabili del morbo di Alzheimer sarebbero le ADDLs, proteine altamente tossiche che si legano con le sinapsi neurali del cervello disturbando il funzionamento delle cellule nervose, portando alla perdita di memoria, la morte cellulare, e l'alterazione globale delle funzioni cerebrali.

Il legame delle ADDLs con le sinapsi delle cellule nervose è il primo cruciale passo per l’inizio dell’Alzheimer.
L’oleocantale, un composto presente nell’extra vergine d’oliva, tuttavia altera la struttura delle ADDLs rendendone più difficoltoso il legame con le sinapsi.

"Sono necessari ancora studi translazionali per collegare questi risultati di laboratorio con prassi cliniche, ma sono fiducioso" ha detto il prof. Klein, docente di neurobiologia e fisiologia, membro del Alzheimer's Disease Center, presso la Northwestern University.

Proprio Klein e i suoi colleghi avevano identificato le proteine ADDLs nel 1998, portando ad un grande cambiamento nella conoscenza sulle cause, la progressione e il trattamento del morbo di Alzheimer. Conosciute anche come beta-amiloide oligomeri, le ADDLs sono infatti strutturalmente diverso da placche amiloidi che si accumulano nel cervello dei pazienti di Alzheimer.

Sulla base di alcune indagini in vitro il team di ricercatori della Northwestern ha scoperto che l’introduzione di oleocantale aumenta la dimensione delle proteine ADDLs riducendone la capacità di alle sinapsi dei neuroni ippocampali.
L'ippocampo, una parte del cervello intimamente coinvolta nell'apprendimento e nella memoria, è una delle prime aree colpite dalla malattia di Alzheimer.

Un risultato inatteso è che l’oleocantale renderebbe le ADDLs maggiormente aggredibili dagli anticorpi, con il risultato di aumentare l’efficacia di trattamenti di immunoterapia.

Breslin, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto, ha commentato sulle implicazioni dei risultati. "Se il trattamento con anticorpi del morbo di Alzheimer è arricchito da oleocantale, l’efficacia antitossica e immunologia di questo composto può portare ad un trattamento utile per una malattia oggi incurabile. Solo futuri studi clinici potranno però fornirci questa certezza.”

La ricerca sarà pubblicata sul numero in uscita il 15 ottobre della rivista “Toxicology and Applied Pharmacology”.

....se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla bonta' dell'olio extra vergine di oliva per la nostra salute ecco un bell'articolo che si aggiunge alle tante indiscutibili proprieta' di questo prodotto della natura .Luigi (logico)contadino olivicoltore. www.aziendaagricolacarella.it

2008/12/13
Tematica: Logico

Autore: logico (1:22 pm)
Cè UNA GOMORRA ANCHE PER  L'OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA.      di Antonio Barile*                                               L'articolo di fondo del direttore De Tomaso di qualche giorno fa dedicato all'olivicoltura merita di essere ripreso perche'non è consueto che il direttore di un grande giornale come La gazzetta del mezzogiorno scriva di agricoltura.La protesta drammatica degli agricoltori dei giorni scorsi aveva enormemente bisogno di vero ascolto,anche rispetto alla sordita' sostanziale dei soggetti istituzionali chiamati a dare risposte concrete.L'agricoltura pugliese è diventata grande grazie all'abnegazione di centinaia di migliaia di agricoltori di diverse generazioni per lo piu' ex braccianti che hanno cercato cosi il prorpio riscatto e realizzato la  piu' grande riforma agraria.Dove c'erano solo sassi hanno fatto sorgere uliveti,vigneti da vino e da tavola,ciliegi,serre floricole,ortaggi di tutti i tipi e grano,per non parlare degli allevamenti dando alla Puglia quel paesaggio agrario che incanta tutti.Ma l'ascolto dei decisori politici verso i protagonisti della rivoluzione verde pugliese scomparsi la dc,il pci e ilpsi,negli ultimi vent'anni è stato debole se non nullo considerando a torto ormai irrilevante il peso elettorale del mondo agricolo.Totale mancanza di controlli veri.Diciamoci la verita'l'attenzione  politica si è spostata verso la grande industria agroalimentare(vedi casi Parmalat e Cirio)e la grande distribuzione commerciale.Perche'solo questi possono distribuire un dividendo ai grandi elemosinieri della politica.Gli agricoltori non hanno nulla da offrire a questi signori.I loro redditi sono magrissimi.Tornando all'olivicoltura pugliese e italiana,è abbondandemente conosciuta la causa fondamentale che mette puntualmente  in crisi l'olio extravergine di oliva italiano.Essa risiede nella totale mancanza di trasparenza del mercato dell'olio di oliva.Mi permetto di obiettare che non sono convinto che se i controlli fossero efficaci non cambierebbe nulla.Anzi.Si stima che  in Italia ogni anno vengano commercializzate per il consumo interno ed estero 11 miliono di quintali di olio di oliva di cui circa 9 milioni come  olio extravergine d'oliva  italiano.Una quantita' enorme che  l'Italia non ha!L'Italia produce poco piu' di 3 in alcune annate 4 milioni di quintalidi extravergine.Ripeto solo 4 milioni su 9.E'una differenza che dovrebbe essere  un pugno negli occhi alle numerose strutture preposte ai controlli,le quali forse non riescono ad avere un quadro d'insieme a causa delle competenze frammentate.L'olio extravergine di oliva VERO è molto scarso in Italia e nel mondo,una merce rara anche se si considera  lo sviluppo enorme dell'olicoltura spagnola dell'impianto di nuovo ulivi in Grecia,Cile, Argentina,Sudafrica,Tunisia e Marocco,bisogna tenere presente che il 40% dell'olio della spagna è lampante de-odorato.A proposito dell'olio d'oliva lampante cioe' olio d'oliva con acidita' superiore al 3% commestibile previa raffinazione esso è la conseguenza diretta dei bassissimi prezzi dell'extravergine che costringe molti olivicoltori a ridurre i costi attraverso la raccolta delle olive per caduta,un prezzo giusto dell'extravergine potrebbe cambiare la situazione.Allora come si spiega la differenza abnorme ingiustificata tra il vero extravergine  italiano e l'extravergine commercializato come tale?Si spiega in parte con le pur leggittime importazioni di olio dai paese comunitari che pero'non indicano in etichetta l'origine,nonostante l'obbligo di legge.E con le importazioni illegittime dei paesi extracomunitari attraverso il meccanismo opaco del TPA(traffico di perfezionamento attivo)grazie anche ad altrettante illegittime autorizzazioni rilasciate dai ministeri.Ovviamente neanche per  l'olio extracomunitario viene indicata l'origine in etichetta.E come se non bastasse si lasciano imperversare le sofisticazioni che creano dal nulla o meglio da oli di semi e lampanti rettificati circa il 30% dell'extravergine commercializzato come italiano,cioe'dai 2 ai 3 milioni di quintali.Grumo di interessi.Il giornalista americano del new yorker ha paragonato il traffico dell'olio extravergine di oliva a quello della cocaina.Questa è la questione di fondo!Perche' non si afronta con la determinazione necessaria questo scandalo mondiale che uccide illavoro degli olivicoltori di tutto il mondo?Perche?Perche siamo difronte ad un grumo di interessi potentissimi che condiziona pesantemente i governanti italiani e l'euroburocrazia di Bruxelles.Altrimenti non si spiega l'assoluta mancanza di risposte alla protesta di questi giorni o peggio,la beffa da parte di una struttura ministeriale che realizza i controlli solo a carico degli oleifici sociali,dove la sofisticazione non ESISTE.Si fa tutto questo invece di prelevare dagli scaffali dei supermercati italiani,europei e americani,le bottiglie di olio di oliva extravergine delle marche italiane e fare le analisi con le nuove metodiche che consentono di individuare gli oli di  semi,i lampanti rettificati,e gli extravergini non italiani.Semplice ma non si fa.Allora che fare?Non dobbiamo mollare.La cia puglia ha condotto negli anni tutte le battaglie che andavano fatte abbiamo conquistato le dop (denominazione di origine protetta)ma finora hanno vinto loro.Occorre impostare una battaglia che veda protagonista una nuova alleanza forte tra gli olivicoltori,la stampa,la cultura,le istituzioni piu' sensibili e i cittadini per svergognare  i tanti complici della Gomorra dell'olio extravergine.                                                                                   *presidente cia (confederazione italiana agricoltori)puglia          Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 12/12/08
2008/10/16
Tematica: Logico

Autore: logico (1:39 pm)
Cnr: poca acqua, nel Barese agricoltura in ginocchio
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MOLA DI BARI - Raccolto a rischio per l’olivo. Per i ciliegi c'è il rischio che le piante muoiano. E per gli ortaggi invernali, in molti casi non è stato ancora possibile effettuare la semina o il trapianto. L’agricoltura è in ginocchio per le sempre più scarse disponibilità idriche.

Allarmante il bollettino del Cnr-Azienda sperimentale «La Noria» di Mola: i dati climatici rilevati nella sede molese parlano di effetti negativi sull'agricoltura locale.

L'analisi. L’estate 2008 si colloca (dati Cnr-Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima) all’ottavo posto tra le più calde degli ultimi 200 anni. Riferendosi alla zona di Bari, monitorata dal Consiglio nazionale delle ricerche, i dati dimostrano una impennata importante. «La serie storica 1961-1990 - analizza il Cnr La Noria - fece registrare a Bari, a giugno, luglio, agosto e settembre, in media, 21,5, 23,5, 23,5 e 21,0 gradi».

Nel 2008 a Mola, negli stessi mesi, le temperature medie misurate presso l’Azienda sperimentale «La Noria» dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr sono state: 23,5, 26,7, 26,6 e 20,6 gradi. La temperatura media di giugno, luglio e agosto 2008 è stata, dunque, nettamente più alta (+2,8 gradi, in media) rispetto alla serie storica di riferimento, mentre a settembre è risultata leggermente più bassa.

«Sempre considerando la stessa serie storica - afferma il Cnr nella sua nota - la piovosità media annua a Bari risulta essere pari a 586 mm, mentre quella parziale dei primi nove mesi, settembre compreso, è di 404 mm». La piovosità registrata a Mola da gennaio a settembre 2008 è stata di appena 190 mm. Pochi, molto pochi, basti pensare che solo in occasione delle precipitazioni del 25 e 26 settembre 2006 caddero circa 300 mm di acqua. L’anno scorso, altro anno con ridotta piovosità, nei primi 8 mesi caddero 288 mm di pioggia.

«Per l’agricoltura in generale - è sottolineato nel report - e per quella molese in particolare, questo fenomeno si è tradotto in danni da eccessi termici, per alcune colture, e in un forte deficit idrico». La pregiata uva d’Italia, per esempio, ha trovato difficoltà ad assumere la tipica colorazione giallo-dorata. Ciò ha contribuito ad aumentare le difficoltà di collocare il prodotto sul mercato e di ottenere prezzi remunerativi.

«La ridotta piovosità - concludono i ricercatori del Cnr-La Noria - ha fatto scaturire un ampio ricorso all’uso d’acqua di falda per l’irrigazione». I pozzi gestiti dalla Regione hanno una rete di distribuzione insufficiente. I produttori agricoli sono costretti a rivolgersi a pozzi privati. L’acqua di falda privata costa circa 1 euro al metro cubo, quella dei pozzi pubblici 40 centesimi. In questa situazione, solo per poche colture è possibile fare ricorso all’irrigazione. Ma le colture più a rischio dell’area molese e del Sud-Est sono l’olivo, il ciliegio e gli ortaggi. I «tesori» della terra locali stanno rischiando moltissimo.
Antonio Galizia

16/10/2008
(distanza tra mola di bari e sannicandro di bari 20 km circa in linea d'aria)