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Comunicati Stampa : Parere Corte Giustizia UE su obbligo iscrizione varietà: ribadita la normativa
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| Inviato da Civiltà Contadina il 6/8/2012 9:34:55 (629 letture) |
 La Corte di giustizia UE il 12 luglio scorso ha emesso una sentenza, che sancisce l’obbligo della iscrizione ufficiale obbligatoria di una varietà vegetale prima della sua commercializzazione. Prendiamo atto che il mercato è regolato da norme, che piacciano o no sono quelle, e non sono in grado di preservare la biodiversità e la libertà di semina, ma nemmeno sono quelle le finalità per cui sono state emesse, ma solo per tutelare gli interessi, rilevantissimi, delle ditte sementiere. Questa sentenza non cambia certamente nulla nell'impegno di Civiltà Contadina nella preservazione delle varietà antiche ma pone semmai un interrogativo: a chi fanno bene queste regole? E perché la corte europea, non ascoltando il parere del suo avvocato generale, ribadisce la giustezza di una direttiva che mortifica un mercato? La nostra opinione è che si è fermata alla richiesta avanzata dalla associazione Kokopelli e ha trovato che nella normativa esistono modalità di registrazione che garantiscono produzione e circolazione anche a varietà non commerciali, come quelle da conservazione e quelle senza valore intrinseco. Noi di Civiltà Contadina affermiamo che ciò è troppo poco e che i diritti fondamentali dell'uomo sono anche di potersi scegliere cosa coltivare e di cosa nutrirsi. Delle diatribe da pollaio fra una ditta sementiera e una associazione che commercializza sementi francamente ce ne importa proprio nulla, noi le sementi le regaliamo e solo per motivi di conservazione genetica non entrando così nel campo applicativo di una legge che regola invece il mercato. Ciò che invece andrebbe tutelato non è il diritto alla libera semina di piante alimentari da sementi contadine, ma l'applicazione di leggi giuste. In Italia si aspetta da troppo tempo che venga data applicazione alla normativa europea permettendo anche agli agricoltori la commercializzazione di modici quantitativi di sementi contadine registrate. Inoltre chiediamo che la registrazione delle varietà contadine, dette da conservazione, resti nel campo della gratuita come ora anche in futuro. |
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Comunicati Stampa : Onorevole Zaia dove sei?
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| Inviato da Alberto Olivucci il 12/2/2010 19:35:24 (1871 letture) |
Ultimi aggiornamenti!!! La segreteria dell'on. Zaia ci ha chiamati per discutere della proposta relativa alla Campagna per l'Agricoltura Contadina, è il primo passo per un incontro DIRETTO con il Ministro. Civiltà Contadina ringrazia! Prendiamo l'occasione per ringraziare il ministro Zaia anche per la sua decisa risposta contraria alla registrazione di una patata ogm fra le varietà coltivabili in Europa.
Il ministro per le politiche Agricole, On. Zaia, che si è segnalato in particolare recentemente per aver inaugurato l'ultimo panino di una nota catena di fast food, non si fa trovare. Sarà che io non frequento mai quei posti e quindi non ho molte probabilità di incontrarlo. Però vorrei per davvero un breve incontro con lui per esporgli un progetto creativo e lungimirante, una di quelle idee che potrebbero cambiare davvero l'agricoltura in Italia e far rinascere la Civiltà Contadina che noi sosteniamo. Un'idea molto diversa dalla grande distribuzione alimentare ma basata su una iniziativa popolare. Ecco perché mi permetto di inviargli una lettera aperta e pubblica. Forse un uccellino gliela recapiterà.
Lettera e proposta al ministro Zaia, dopo due mesi di silenzio
Il 15 dicembre scorso abbiamo indirizzato al ministro Zaia, sia con posta elettronica sia con posta ordinaria, la seguente lettera, con allegato il testo della Campagna Popolare per l'Agricoltura Contadina, senza avere ancora ricevuto risposta. Siamo un gruppo di organizzazioni di coltivatori: saremmo lieti, dopo due mesi, di ricevere una qualunque risposta anche solo per sentirci dire che la nostra proposta non interessa e che il Ministro non è disposto a riceverci e a dialogare con noi. Alberto Olivucci Presidente di Civiltà Contadina
---------------------------- 15 dicembre 2009 Al MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI On. LUCA ZAIA Via XX Settembre, 20 00187 ROMA
Signor Ministro, con interesse e soddisfazione apprendiamo dalla stampa nazionale della Sua volontà di adottare norme che possano semplificare la vita e il lavoro dei contadini. Noi crediamo che i contadini debbano innanzitutto essere distinti da chi pratica l\'agricoltura su scala industriale, su grandi spazi, con elevata meccanizzazione del lavoro, con uso di prodotti e fitofarmaci estranei alla terra e alla salute delle persone, in regime di monocoltura, con impatto erosivo sulle risorse naturali (acqua, suolo e biodiversità). E crediamo che in forza di questa distinzione, debbano essere soggetti a norme semplificate e a una burocrazia che non ne ostacoli il lavoro e la vita. Poiché - lette le sue prese di posizione - abbiamo motivo di credere che Lei sia sensibile a questi argomenti, Le segnaliamo che lo scorso anno abbiamo lanciato su scala nazionale la CAMPAGNA POPOLARE PER L\'AGRICOLTURA CONTADINA (www.agricolturacontadina.org), attraverso una petizione su 5 punti che, sotto questa lettera, ora sottoponiamo alla Sua attenzione. La petizione, curata attraverso un fitto lavoro di \"base\" ha portato in 10 mesi a raccogliere, in tutte le regioni d’Italia, oltre 5.000 firme e il sostegno di numerose organizzazioni operanti dentro e intorno al mondo dell\'agricoltura. Le chiediamo l'appuntamento per un incontro, nel tempo più breve che Le sarà possibile e nella sede da Lei scelta, per presentare questa iniziativa e per chiedere di aprire con Lei un TAVOLO di dialogo e concertazione per il riconoscimento dell\'agricoltura contadina e per la sua sburocratizzazione. Le chiediamo infine di essere accreditati tra gli attori impegnati nella discussione per il riordino della normativa in materia agricola. Restiamo in attesa di un auspicato Suo riscontro e della richiesta concessione di incontro. Cordiali e rispettosi saluti.
per la CAMPAGNA POPOLARE PER L\'AGRICOLTA CONTADINA www.agricolturacontadina.it
AgriBio (EmiliaRomagna), Antica Terra Gentile (Lessinia), Associazione Rurale Italiana (nazionale), Associazione di Solidarietà per la Campagna Italiana (nazionale), Civiltà Contadina (nazionale), Consorzio della Quarantina (Liguria), Consorzio Le Galline Felici (Sicilia), Corrispondenze Informazioni Rurali (nazionale), Rete Bioregionale Italiana (nazionale), WWOOF Italia (nazionale).
Segue testo della Campagna |
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Comunicati Stampa : E' IN ARRIVO SUA BONTA'
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| Inviato da Alberto Olivucci il 12/2/2010 19:04:27 (2058 letture) |
 Lush rinuncia all’incasso e presenta il suo nuovo progetto di donazione Milano, 11 febbraio 2010 – Lush presenta il suo più grande progetto di sostenibilità: Sua Bontà, la crema corpo che dona tutto il ricavato della vendita ad una buona causa. È la prima volta che Lush rinuncia a tutti gli utili e sostiene completamente i costi di produzione di un suo cosmetico per destinarne l’intero prezzo di vendita (tranne l’IVA che va allo Stato… e in un certo senso anche questa è una buona causa) a progetti specifici vicini al credo aziendale. I primi 10.000 euro ricavati dalla vendita della crema Sua Bontà in Italia saranno devoluti a Civiltà Contadina, un’organizzazione per la salvaguardia della biodiversità rurale. Lush ha scelto di sostenere Civiltà Contadina e in particolare il progetto L'Arca dei Semi, un archivio vivente di sementi rare che comprende varietà locali di ortive e cereali di provenienza autoctona italiana. |
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Comunicati Stampa : Una sentenza del Consiglio di Stato autorizza la coltivazione di OGM in Italia: e ora?
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| Inviato da Alberto Olivucci il 1/2/2010 16:30:00 (1040 letture) |
 Il 19 gennaio 2010, con sentenza resa pubblica nel testo solo da pochi giorni, il Consiglio di Stato ha sancito l'autorizzazione di semina di varietà alterate geneticamente in Italia purché iscritte al registro europeo. La storia comincia da qualche anno. L'Azienda Agricola Silvano Dalla Libera, friulana, di proprietà del vice presidente di un associazione pro OGM, chiedeva nel 2007 al ministero per le Politiche Agricole il permesso di seminare mais con genetica alterata. Il ministero rispondeva dopo varie sollecitazioni che non dipendeva da loro ma che senza i piani di coesistenza regionali non si poteva seminare OGM. L'azienda agricola allora ha fatto ricorso al TAR il quale ha respinto il ricorso e infine si è rivolta al Consiglio di Stato in sede di appello. Il Consiglio ha emesso una sentenza favorevole alla quale non è stata data adeguata pubblicità nei mezzi di informazione. Questa sentenza è una sconfitta per il popolo italiano e i giudici in questo modo gli rendono un cattivo servizio. Un'ampia maggioranza della nazione è contraria agli OGM e non mangerebbe mai, se adeguatamente informata da etichettatura, cibi geneticamente alterati. Eppure questa sentenza sancisce un diritto sacrosanto di un agricoltore di scegliere il peggio per se e la sua azienda agricola. Ma il peggio non è soltanto la scelta di questa azienda agricola o delle altre che come questa desiderano seminare mais ingegnerizzato. Piuttosto la cattiva scelta è quella di importare mangimi con ingredienti geneticamente modificati provenienti dall'estero, la dove invece ne è permessa la libera coltivazione, che di fatto ha reso la nostra alimentazione a rischio. Grazie a studi indipendenti e a ricerche giornalistiche è stato possibile scoprire che le industrie biotech nascondono la verità riguardante i pericoli alimentari delle varietà vegetali ingegnerizzate OGM alterando gli studi scientifici. Soprattutto è stato scoperto come le autorizzazioni richieste per la commercializzazione vengono ottenute a fronte di sistemi corruttivi degli organismi di controllo. Noi di Civiltà Contadina crediamo che questa sentenza confermi ancora una volta che il popolo non è più sovrano e che i diritti della biodiversità sono diventati carta straccia. Se la nostra democrazia fosse tale tutelerebbe davvero le diversità locali italiane, come ad esempio i nostri mais locali che ora diventano minacciati dalle genetiche deviate dei mais OGM, che solo pochi desiderano coltivare e quasi nessuno vuole mangiare. Iniziamo proprio bene questo 2010, anno della biodiversità. Finora la biodiversità rurale è stata distrutta a colpi di leggi a essa contrarie e la diffusione incontrollata di OGM le darà il colpo di grazia. E ora mentre il ministero prova il ricorso alla sentenza, mentre le multinazionali si fregano le mani, mentre gli ignari cittadini mangiano, già ora e senza saperlo, cibi provenienti da piante, e animali, geneticamente alterate, pagando anche il sovrapprezzo delle royalties sui brevetti dei semi OGM, restano solo piccole organizzazioni come Civiltà Contadina a tentare di conservare ciò che resta dei gusti e delle varietà locali e tradizionali e piccoli agricoltori che amano i metodi di coltivazione naturali. Unitevi a noi per dare forza a ciò che facciamo.
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Comunicati Stampa : Riprende l'invio della newsletter email di Civiltà Contadina
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| Inviato da Alberto Olivucci il 10/7/2008 17:33:40 (1390 letture) |
 Contando su una redazione ricca di elementi riprende l'invio della newsletter di Civiltà Contadina. Viene inviata ai soci, agli iscritti tramite il sito e in questa occasione anche ai firmatari della petizione. Non avrà cadenza regolare e non viene pubblicata sui siti, può essere ricevuta solo iscrivendosi tramite questo sito.
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Comunicati Stampa : Un importante passo avanti nella difesa della biodiversità
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| Inviato da Alberto Olivucci il 14/3/2007 21:15:21 (2672 letture) |
 Un importante passo avanti per la salvaguardia della biodiversità e per favorire la possibilità agli agricoltori di libero scambio delle sementi in ambito locale. Così commento l’approvazione da parte del Senato, nell’ambito del disegno di legge per l’attuazione degli obblighi comunitari ed internazionali, dell’istituzione del Registro nazionale delle “Varietà da conservazione delle sementi”, che era prevista nel trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’agricoltura e l’alimentazione (ratificato con la legge n°101 del 6 aprile 2004) e che non era mai stato reso legge dall'Italia. La petizione presente su questo sito ne faceva presente la mancanza.
L’iscrizione al Registro è gratuita, esentata dall’obbligo di esame ufficiale e in deroga alle condizioni di omogeneità e stabilità. Può essere richiesta da Regioni e Province autonome, da enti pubblici in genere, da istituzioni scientifiche, organizzazioni sociali, associazioni e singoli cittadini.
Comunque, il disegno di legge, affinché diventi definitivamente legge dello Stato, dovrà essere ora approvato dalla Camera. Confido che tale percorso arriverà presto a compimento. |
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Comunicati Stampa : Assegnato il Premio per la Biodiversità delle Marche
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| Inviato da Alberto Olivucci il 23/11/2006 18:50:00 (1909 letture) |
 Assegnato il Premio per la Biodiversità nell’Agro-Alimentare delle Marche – 1’ Edizione Comunicato Stampa La Giuria del Premio per la Biodiversità nell’Agroalimentare delle Marche, istituito dall’Associazione Festa della Cicerchia e Slow Food Marche, composta dal Presidente dell’Associazione Festa della Cicerchia Silvano Simonetti, dal Sindaco di Serra de’Conti Bruno Massi, dal Prof. Stefano Tavoletti in rappresentanza della Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche, dal Presidente Regionale Slow Food Marche Antonio Attorre e da Massimo Bergamo, Fiduciario Slow Food Castelli di Jesi, ha deciso all’unanimità di assegnare la 1’ Edizione del Premio ad Alberto Olivucci di San Leo (PU). Alberto Olivucci, operatore agricolo e culturale, per la sua specifica attività di imprenditore agricolo, per le numerose iniziative espletate nel campo della tutela della biodiversità sia vegetale che animale, per la varietà di interessi che con la Sua Cà del Santo Onlus coltiva in relazione alla salvaguardia dei saperi tradizionali non legati solo all’alimentazione, per la vasta rete anche mediatica che ha saputo organizzare al servizio della diffusione di queste tematiche, per il suo impegno di operatore culturale e sociale nella promozione della tutela e valorizzazione della naturalità e ruralità, simboleggia e sintetizza al meglio la molteplicità di forme e la varietà di espressioni che tendiamo ad unificare nel concetto di biodiversità. La multiforme operosità di Alberto Olivucci compendia in sé stessa la ricchezza e la complessità di elementi che individuano la biodiversità, per cui cominciare con lui e da lui è sembrato il modo migliore di onorare il suo lungo impegno e di augurare un buon futuro a lui, alla difesa della biodiversità ed a questa iniziativa. La Giuria del Premio, oltre ad assegnare il Premio per l’anno 2006 ha voluto, proprio in occasione della 1’ Edizione, rendere omaggio ad una figura appartata ma decisiva nell’origine della Festa della Cicerchia e di quello che è riuscita a rappresentare in questo decennio. Ha deciso pertanto una menzione speciale alla memoria di Gianni Piergiovanni, coltivatore serrano che ha salvaguardato e mantenuto vitale la coltivazione della cicerchia, dalla quale è stato poi possibile riprendere su più larga scala la produzione del legume quasi scomparso. Senza la sua generosa quanto spontanea opera oggi non potremmo festeggiare la cicerchia ed avremmo una biodiversità più povera. E’ sembrato perciò doveroso che il Premio per la Biodiversita nell’Agroalimentare delle Marche nascesse anche a suo nome ed in suo onore. Il Premio per la Biodiversità nell’Agroalimentare delle Marche sarà ufficialmente assegnato Venerdì pomeriggio alle ore 18,00 a Serra de’Conti, al termine del Convegno sulla Piccole Produzioni Agricole organizzato presso la Sala Italia, in piazza Gramsci, nell’ambito della Festa della Cicerchia. |
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Comunicati Stampa : Biodiversita’: dal Senato primo passo per salvare i semi contadini
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| Inviato da Alberto Olivucci il 21/11/2006 20:12:06 (1546 letture) |
 Ringrazio a nome di Civiltà Contadina la senatrice Loredana De Petris per aver promosso e portato in Senato una legge che legalizza le varietà locali italiane con l'istituzione di un registro italiano per le varietà da conservazione. Ecco il comunicato stampa ripreso da Ecquologia “E’ il primo passo verso una legislazione volta alla salvaguardia delle varietà di piante agricole a rischio di estinzione, del ruolo insostituibile degli agricoltori che per millenni hanno contribuito a selezionarle e del loro diritto a scambiarsi localmente le sementi per conservarle e migliorarle.” Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, commenta l’approvazione, avvenuta ieri sera nell’Aula del Senato, dopo un acceso dibattito nel corso dell’esame in seconda lettura della Legge comunitaria per il 2006, dell’Ordine del Giorno a sua prima firma sulla tutela delle specie agricole a rischio. “La FAO – dichiara la senatrice – ha riconosciuto il rischio per la sicurezza alimentare mondiale derivante dalla scomparsa, ad oggi, dei tre quarti delle varietà di piante utilizzate in agricoltura. Eppure solo la conservazione attiva di queste risorse genetiche può consentire di combattere efficacemente le patologie delle coltivazioni e tentare di adattarle al cambiamento climatico. Anche da “Terra Madre”, il recente incontro internazionale delle comunità del cibo – prosegue De Petris – è stato lanciato un appello internazionale per difendere le sementi dal rischio della brevettazione e riconoscere che il miglioramento genetico delle piante non nasce solo nei laboratori delle multinazionali ma, in primo luogo, dal lavoro quotidiano nei campi. L’Ordine del Giorno approvato ieri sera – conclude l’esponente dei Verdi – impegna il Governo, in attuazione del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche già sottoscritto dall’Italia, ad istituire un apposito registro nazionale per salvaguardare le ‘varietà da conservazione’ e a riconoscere localmente, in forma regolamentata, il diritto di scambio delle sementi, oggi negato, agli agricoltori che si impegnano a recuperare e mantenere queste varietà”. |
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Comunicati Stampa : MANTOVA, BOSCHETTI: TUTELARE LA BIODIVERSITA'
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| Inviato da Alberto Olivucci il 24/8/2006 16:27:07 (2447 letture) |
 A rischio i prodotti tipici come la cipolla di Sermide e Felonica, il radicchio, la zucca e il finocchio mantovani. «La perdita di varietà costituisce un pericolo non solo per il patrimonio genetico, ma soprattutto per i consumatori»
Incontro alla fiera aricola millenaria di Mantova martedì 5 alle 20.30, presso lo stand della multifunzionalità, con la partecipazione di Alberto Olivucci, Presidente di Civiltà Contadina. Organizzazione Marco Boschetti, consorzio agrituristico mantovano. |
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Comunicati Stampa : Nuova adesione alla Petizione "Salviamo i semi contadini"
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Inviato da Alberto Olivucci il 2/5/2006 18:10:00 (1840 letture) |
 Siamo lieti di comunicare che la petizione inizialmente promossa da Civiltà Contadina ha trovato un altro sostenitore in Damanhur, oltre al GRTA e al Consorzio della Quarantina.
Sebbene a promuovere la petizione sia stata inizialmente Civiltà Contadina ogni altra organizzazione che volesse aggiungersi alla raccolta di firme riceverà la stessa paternità nell'iniziativa, sia adesso che poi. Importante è un'adesione non solo formale, come comprova ad esempio il documento di Damanhur riportato in allegato a questo articolo, ma anche un effettivo sforzo nel raccogliere firme. La comunità di Damanhur si prepare infatti a raccogliere le firme di tutti i suoi residenti e visitatori.
Anche la raccolta via Internet procede e ha raccolto finora un numero di firme di circa 1.000 visitatori. Speriamo entro l'insediamento del governo nuovo di essere arrivati almeno a 10.000 fra firme elettroniche e firme scritte. |
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