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Anche in Italia si fa strada il favore per il mantenere in essere la produzione di cibi locali e tradizionali, venduti localmente direttamente nelle fattorie. Questa sezione di news fa riferimento alla sezione del sito Cibo Locale, un indirizzario web pubblico e nazionale di piccole fattorie, singole o associate, che fanno vendita diretta dei loro prodotti.
Cibo Locale : Val di Vara, pisello nero alla ribalta
Inviato da Alberto Olivucci il 12/2/2008 14:23:16 (2730 letture)
Cibo Locale

Sabato 17 a l'Ago presentazione del progetto
Val di Vara vuol dire biodiversità ma anche prodotti tipici e quasi unici nel panorama agricolo. Ma lavorare la terra non è una cosa da poco, in termini di impegno fisico e finanziario ma soprattutto di passione. Chi di passione per la terra ne ha da vendere, anche se spesso gira in giacca e cravatta è l’assessore all’agricoltura della Provincia Federico Barli che, con il sindaco del Comune di Borghetto Vara, Claudio Delvigo ha organizzato per sabato 16 febbraio alle ore 17 nella sala polivalente della frazione di l’Ago nel Comune di Borghetto un incontro insieme a Regione, Comunità Montana, Ente Parco di Montemarcello Magra, Slow Food, ed aperto a tutta la popolazione, per discutere le possibilità di valorizzazione del territorio attraverso lo sviluppo e la promozione della coltivazione del “pisello nero” e per illustrare le opportunità di finanziamento ed incentivi che offrono le recenti normative . “Il pisello nero coltivato a l’Ago, frazione di Borghetto Vara, comune del nostro entroterra e porta di accesso alla Val di Vara ed alla Riviera – spiega Barli - detto nel dialetto locale “pesele” e famoso per essere l’ingrediente base della minestra che si cucina a l’Ago nel giorno della festa patronale, rappresenta un importantissimo strumento di promozione del territorio, andandosi ad aggiungere a tutti gli altri prodotti tipici locali che fanno della Val di Vara uno dei luoghi cardine del turismo enogastronomico della nostra Provincia. Questo prodotto – continua l’assessore - è peraltro iscritto nell’Albo Regionale dei Prodotti Tipici e ha tutte le caratteristiche per diventare, con la sua sintesi di tradizione e natura, un prodotto bandiera e un punto di forza nel variegato e ricco paniere di profumi e sapori della Val di Vara.
Per questi motivi – afferma con entusiasmo Barli – vogliamo costituire un elenco dei contadini custodi del “pisello nero” della Val di Vara e creare un presidio Slow Food per tale prodotto”. La Provincia con questo progetto porta infatti avanti il suo consolidato e fattivo impegno per diffondere la conoscenza e valorizzare i prodotti tipici del nostro entroterra sempre nel rispetto e nella difesa della biodiversità. Questo progetto di valorizzazione del “pisello nero” avrà le stesse modalità operative utilizzate per il progetto realizzato per promuovere prodotti come la patata di Pignone.

11/02/2008 20.16.15

Massimo Guerra

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Cibo Locale : Il bio inglese vuole cibo locale
Inviato da Alberto Olivucci il 28/1/2008 9:45:30 (1972 letture)
Cibo Locale

Il mercato biologico britannico potrebbe crescere di più se i coltivatori locali fossero in grado di soddisfare le richieste.

Secondo recenti analisi di mercato, la maggioranza dei consumatori biologici britannici vuole comperare solo prodotti alimentari coltivati nel territorio ma non riesce a trovarli. Secondo l'indagine condotta dalla Mintel, sette consumatori su 10 l'anno scorso hanno comperato prodotti certificati.

La notizia, non sorprende dal momento che il giro d'affari del settore bio britannico oggi vale quasi tre miliardi di euro, con una crescita dal 2002 del 70%, ma anche perché il tema del ‘food mile' continua ad essere al centro del dibattito.
Le persone che acquistano prodotti biologici sono attente ai temi ambientali, commentano alla Mintel, ed è per questo che tendono ad acquistare prodotti locali.

L'acquisto delle cassette di prodotti agricoli dei coltivatori della zona, così come avviene anche in Italia, è più che raddoppiato nel giro di un paio d'anni e si tratta di un business che vale più di 2 milioni di euro. Che potrebbe, dicono gli analisti, avere difficoltà di sviluppo considerando la capacità produttiva dei coltivatori locali. Dall'altra, non bisogna sottovalutare il fatto che molti agricoltori non hanno avuto la capacità di cogliere i segnali del mercato ed ora stanno pagandone le conseguenze a causa dei lunghi tempi necessari per convertire una produzione convenzione con quella biologica.
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Cibo Locale : Menù a Km zero
Inviato da Alberto Olivucci il 1/3/2007 22:38:16 (3206 letture)
Cibo Locale

Fonte: Eco News
http://www.ecolucart.it/econews/prima/default.htm
Negli ultimi mesi dell'anno scorso la Coldiretti del Veneto aveva presentato 25.000 firme al Consiglio Regionale per chiedere una legge che prevedesse cibi di origine regionale nelle mense pubbliche. Detto-fatto, a Padova si sono messi in moto anche i ristoratori e pochi giorni fa sono state consegnate le prime vetrofanie a marchio "Menù a Km zero". Il primo negozio che si è adeguato alle linee di base della proposta è l'osteria Vita Nova.

La vetrofania certifica che l'esercizio mette in menù prodotti locali, che non debbano compiere viaggi lunghi prima di arrivare in tavola. Il Veneto, nonostante abbia 38 vini Doc, Docg, Igt, 366 prodotti tradizionali iscritti all'elenco del Ministero delle Politiche Agricole, 21 prodotti Dop/Igp, due marchi collettivi per la carne bovina, un marchio certificato per la carne di coniglio e altri ancora riconosciuti a livello nazionale in avicoltura, è la seconda regione italiana per importazione di prodotti agricoli dall'estero. Fra gli altri pregi della produzione locale, si registra che la quantità di frutta, latte e formaggi, carne, uova, vino e zucchero è enormemente superiore al fabbisogno dei veneti. Una contraddizione che, se affonda le proprie radici in questioni economiche, è sicuramente dannosa per l'ambiente. Le iniziative a "Km zero" si moltiplicano, segno che la coscienza ambientale sta progressivamente maturando presso tutti i settori della popolazione. Alcune settimane fa è stata lanciata una campagna oltremodo simpatica: "Fiori a Km zero per San Valentino". Ancora una volta la regia era della Coldiretti, che affermava: "Un mazzo di fiori dal Perù brucia 5 kg di petrolio e ne libera 50 di CO2". Ormai la festa degli innamorati è passata, ma per i prossimi compleanni... Intesi?

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Cibo Locale : 5 mesi di Mappa del Cibo Locale e 100 fattorie
Inviato da Alberto Olivucci il 31/8/2006 22:26:40 (2687 letture)
Cibo Locale

Sono stato molto felice di constatare che oggi una nuova fattoria agricola si è aggiunta alla Mappa del Cibo Locale. È l'agriturismo Podere Le Pialle e vende ortaggi, olio di oliva, marmellate e uova, tutto rigorosamente bio. Tutto ciò è avvenuto senza sforzo e la considero una piccola rivoluzione silenziosa, una presenza ogni giorno sempre più imponente, una partecipazione alla vera capriola che Civiltà Contadina intende dare alla distribuzione dei prodotti veri, sani e giusti prodotti dagli uomini di campagna. 100 è un numero che per un piccolo portale come questo è già un grande successo. Ma non mi basta, altre persone potranno entrare e entreranno. Presto questa sezione del sito verrà potenziata e ulteriormente resa più attiva e visibile per ospitare altri 100 e più agricoltori virtuosi.

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Cibo Locale : La mappa del cibo locale esce dalla fase sperimentale
Inviato da Alberto Olivucci il 29/3/2006 14:05:45 (3145 letture)
Cibo Locale

Dopo un lungo periodo di costruzione prima e di correzione poi il sistema di catalogazione della Mappa del Cibo locale esce dalla fase sperimentale e si presenta in una forma definitiva. Ringrazio quanti hanno contribuito a aiutarci nel trovare errori e consigliare miglioramenti, sempre possibili e speriamo in futuro di ampliare la sezione con nuovi servizi.

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Cibo Locale : Filiera corta anzi cortissima
Inviato da Alberto Olivucci il 29/3/2006 10:30:00 (5056 letture)
Cibo Locale

Riporto un articolo de Il Manifesto istruttivo di come gli agricoltori possano cambiare la società e ne hanno il potere, purché si sgancino dai finanziamenti pubblici e inizino a fare da se. Io spero che un giorno i contadini possano portare alle case della gente anche l'olio e l'alcool per far muovere i loro automezzi.

Da Il Manifesto - 8/3/06, di Marinella Correggia
Filiera corta, anzi, cortissima.
Il progetto «filiera corta» consente una riduzione ai minimi termini del
sistema distributivo e della distanza fra il campo e la bocca

La Cina coltiva in modo biologico il 4,4% del riso, il 6,6% della frutta, il
16,3% del tè e via dicendo; è al secondo posto al mondo per superficie
agricola coltivata a biologico, dopo l'Australia. Ne riferisce il bollettino
(italiano: dell'Associazione per l'agricoltura biologica)
notizie. Tre le principali categorie di consumatori interni: 20-40enni di
educazione e reddito medio alti; gruppi specifici come donne incinte,
neonati e bambini; acquirenti istituzionali. Il valore della produzione bio
made in China è attualmente pari a circa 700 milioni di dollari e nel 2004
il valore delle esportazioni è stato pari a 350 milioni: la metà del totale
prodotto, e si stima una crescita dell'export al ritmo del 10% annuo. Del
resto a conoscere un boom è tutto il bio-global: il commercio internazionale
di alimenti certificati bio, che però solcano i cieli e gli oceani
diventando ecopesanti e sancendo una distanza enorme - anche dal punto di
vista geografico - fra produttori e consumatori, sconosciuti fra loro e
spesso vittime dell'agribusiness. Tutto il contrario è il progetto «filiera
corta», che si sta diffondendo anche in Italia ed è da tempo presente negli
Stati uniti, in Brasile, in Francia ecc.

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Cibo Locale : ANTITRUST: NO A SPAZI VENDITA PRODOTTI REGIONALI NEI SUPERMERCATI
Inviato da Alberto Olivucci il 21/10/2005 12:15:32 (3479 letture)
Cibo Locale

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inviato mercoledì 19 un parere alla Camera e al Governo con il quale auspica l'eliminazione dal decreto legge in materia di agricoltura dell'obbligo di riservare spazi commerciali a favore dei prodotti agricoli regionali. Lo rende noto un comunicato dell'Antitrust. La norma in questione prevede la fissazione da parte delle Regioni di una percentuale minima (20%) della superficie di vendita delle grandi strutture commerciali da destinare esclusivamente alla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari regionali. Per l'Autorità la previsione si pone in netto contrasto con i principi nazionali e comunitari a tutela della concorrenza, producendo gravi effetti distorsivi delle dinamiche concorrenziali esistenti sia nel settore della distribuzione commerciale dei prodotti agricoli e agroalimentari che nei settori a monte della produzione di tali beni. L'introduzione di forti vincoli alla libertà d'impresa in materia di politiche di approvvigionamento della grande distribuzione organizzata - rileva l'Antitrust - comporta una riduzione del grado di concorrenza tra le imprese attive nel settore distributivo, dovuta al ridimensionamento dei margini di manovra possibili su questa importante variabile competitiva. Si registrerebbe, inoltre, una perdita di efficienza con gravi ripercussioni sui prezzi finali di vendita e sulla gamma dei prodotti offerti. (APCOM)

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Cibo Locale : UK: Grande successo commerciale del latte locale
Inviato da Alberto Olivucci il 21/10/2005 12:04:11 (2768 letture)
Cibo Locale

UK: WAITROSE VENDE LATTE LOCALE
Secondo la rivista Checkout, il rivenditore Waitrose, che in settembre ha iniziato a vendere, nei suoi punti vendita dello Yorkshire, latte bio di produzione locale ha dichiarato che l’avventura è stata un successo …….. Il latte riporta l’etichetta “Definitely Yourkshire “ ed è prodotto solo da latterie inglesi. Sempre secondo la rivista, il latte vende cinquanta volte di più di quanto venda il suo concorrente più prossimo e, dopo solo una settimana dall’uscita nei negozi, le vendite di latte della catena di Sheffield sono quasi raddoppiate. (FoodBusinness review)

Quindi non basta dire che i prodotti agricoli posti in vendita sono italiani, ma la gente ama sapere che provengono dalla propria regione. Il prodotto globale dimostra di essere meno amato dalla gente. Una possibilità in più per gli agricoltori locali che fanno vendita diretta.

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Cibo Locale : Il cibo locale ha una faccia
Inviato da Alberto Olivucci il 14/10/2005 12:56:02 (2773 letture)
Cibo Locale

Comunicato Stampa - 13/10/05


Il cibo locale ha una faccia

Un movimento di portata globale sta riscoprendo i vantaggi dell'acquisto diretto di cibo localmente prodotto. È più fresco di niente altro che si possa trovare nei supermercati e ciò significa che è più gustoso e nutriente, soprattutto attualmente che i cibi provengono da ogni zona del pianeta. Inoltre è positivo per dare alle fattorie familiari una possibilità di sufficiente reddito per continuare la loro attività. Infine questo cibo porta impresso la faccia dell'agricoltore che l'ha prodotto e che lo vende, il che costuisce la garanzia migliore sulla sua provenienza. Per il cibo locale venduto dalle fattorie a conduzione familiare non c'è bisogno della cosiddetta tracciabilità.

Anche Civiltà Contadina, l'associazione nazionale che cura la salvaguardia di semi di antiche varietà, pensa che il cibo di fattoria sia migliore del miglior cibo di supermercato e crede che tramite la buona agricoltura e la vendita diretta di cibi di fattoria provenienti da varietà tradizionali e antiche ci sia un futuro per una agricoltura a misura di uomo e di ambiente. Questo è il motivo che ci ha spinto a creare una sezione del nostro sito chiamata La Mappa del Cibo Locale, per stimolare la vendita e il progresso di tutte le realtà contadine che praticano la vendita diretta dei propri prodotti.

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Cibo Locale : Piccoli contadini svizzeri e terzo mondo uniti contro insidie ogm
Inviato da Alberto Olivucci il 8/10/2005 17:21:34 (3291 letture)
Cibo Locale

Da Ticinonline

BERNA - Occorre proteggere le agricolture locali dalle importazioni di prodotti a buon mercato e dalle insidie delle piante e delle sementi geneticamente manipolate: è l'appello lanciato oggi da piccoli contadini provenienti da Equador, Tanzania, India e Svizzera, riunitisi oggi a Berna su iniziativa di Swissaid. "Produrre a livello locale, consumare a livello locale", è lo slogan che compare in una dichiarazione destinata ai rispettivi governi nel quadro dei negoziati dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO).

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