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    <title>CiviltÃ  Contadina</title>
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    <description>Associazione nazionale per la salvaguardia della biodiversitÃ </description>
    <lastBuildDate>Tue, 21 May 2013 23:54:22 +0200</lastBuildDate>
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    <category>Cibo Locale</category>
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      <title>CiviltÃ  Contadina</title>
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      <title>Val di Vara, pisello nero alla ribalta</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=460</link>
      <description>&lt;table width=&quot;466&quot; cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;0&quot; border=&quot;0&quot;&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;padding-left:3px;&quot; colspan=&quot;2&quot; class=&quot;ver8newsnero&quot;&gt;&lt;em&gt;Sabato 17 a l&#039;Ago presentazione del progetto&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;               &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;ver8newsnero&quot;&gt;&lt;/td&gt;               &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align:justify;padding-left:3px;padding-right:3px;&quot; colspan=&quot;2&quot; class=&quot;ver8newsnero&quot;&gt;Val di Vara vuol dire biodiversitÃ  ma anche prodotti tipici e quasi unici nel panorama agricolo. Ma lavorare la terra non Ã¨ una cosa da poco, in termini di impegno fisico e finanziario ma soprattutto di passione. Chi di passione per la terra ne ha da vendere, anche se spesso gira in giacca e cravatta Ã¨ lâassessore allâagricoltura della Provincia Federico Barli che, con il sindaco del Comune di Borghetto Vara, Claudio Delvigo ha organizzato per sabato 16 febbraio alle ore 17 nella sala polivalente della frazione di lâAgo nel Comune di Borghetto un incontro insieme a Regione, ComunitÃ  Montana, Ente Parco di Montemarcello Magra, Slow Food, ed aperto a tutta la popolazione, per discutere le possibilitÃ  di valorizzazione del territorio attraverso lo sviluppo e la promozione della coltivazione del âpisello neroâ e per illustrare le opportunitÃ  di finanziamento ed incentivi che offrono le recenti normative . âIl pisello nero coltivato a lâAgo, frazione di Borghetto Vara, comune del nostro entroterra e porta di accesso alla Val di Vara ed alla Riviera â spiega Barli - detto nel dialetto locale âpeseleâ e famoso per essere lâingrediente base della minestra che si cucina a lâAgo nel giorno della festa patronale, rappresenta un importantissimo strumento di promozione del territorio, andandosi ad aggiungere a tutti gli altri prodotti tipici locali che fanno della Val di Vara uno dei luoghi cardine del turismo enogastronomico della nostra Provincia. Questo prodotto â continua lâassessore - Ã¨ peraltro iscritto nellâAlbo Regionale dei Prodotti Tipici e ha tutte le caratteristiche per diventare, con la sua sintesi di tradizione e natura, un prodotto bandiera e un punto di forza nel variegato e ricco paniere di profumi e sapori della Val di Vara.&lt;br&gt; Per questi motivi â afferma con entusiasmo Barli â vogliamo costituire un elenco dei contadini custodi del âpisello neroâ della Val di Vara e creare un presidio Slow Food per tale prodottoâ. La Provincia con questo progetto porta infatti avanti il suo consolidato e fattivo impegno per diffondere la conoscenza e valorizzare i prodotti tipici del nostro entroterra sempre nel rispetto e nella difesa della biodiversitÃ . Questo progetto di valorizzazione del âpisello neroâ avrÃ  le stesse modalitÃ  operative utilizzate per il progetto realizzato per promuovere prodotti come la patata di Pignone. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/td&gt;               &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;padding-left:3px;&quot; colspan=&quot;2&quot; class=&quot;ver8newsnero&quot;&gt;&lt;/td&gt;               &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan=&quot;2&quot; class=&quot;ver8newsnero&quot;&gt;&lt;/td&gt;               &lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;padding-left:3px;&quot; class=&quot;ver8newsnero&quot;&gt;&lt;p&gt;11/02/2008 20.16.15&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;                 &lt;td style=&quot;padding-right:3px;&quot; class=&quot;ver8newsnero&quot;&gt;&lt;p&gt;Massimo Guerra&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;</description>
      <pubDate>Tue, 12 Feb 2008 13:23:16 +0200</pubDate>
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      <title>Il bio inglese vuole cibo locale</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=455</link>
      <description>&lt;em&gt;    Il mercato biologico britannico potrebbe crescere di piÃ¹ se i coltivatori locali fossero in grado di soddisfare le richieste.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Secondo recenti analisi di mercato, la maggioranza dei consumatori biologici britannici vuole comperare solo prodotti alimentari coltivati nel territorio ma non riesce a trovarli. Secondo l&#039;indagine condotta dalla Mintel, sette consumatori su 10 l&#039;anno scorso hanno comperato prodotti certificati.&lt;br&gt;&lt;br&gt; La notizia, non sorprende dal momento che il giro d&#039;affari del settore bio britannico oggi vale quasi tre miliardi di euro, con una crescita dal 2002 del 70%, ma anche perchÃ© il tema del âfood mile&#039; continua ad essere al centro del dibattito.&lt;br&gt; Le persone che acquistano prodotti biologici sono attente ai temi ambientali, commentano alla Mintel, ed Ã¨ per questo che tendono ad acquistare prodotti locali.&lt;br&gt;&lt;br&gt; L&#039;acquisto delle cassette di prodotti agricoli dei coltivatori della zona, cosÃ¬ come avviene anche in Italia, Ã¨ piÃ¹ che raddoppiato  nel giro di un paio d&#039;anni e si tratta di un business che vale piÃ¹ di 2 milioni di euro. Che potrebbe, dicono gli analisti, avere difficoltÃ  di sviluppo considerando la capacitÃ  produttiva dei coltivatori locali. Dall&#039;altra, non bisogna sottovalutare il fatto che molti agricoltori non hanno avuto la capacitÃ  di cogliere i segnali del mercato ed ora stanno pagandone le conseguenze a causa dei lunghi tempi necessari per convertire una produzione convenzione con quella biologica.&lt;br&gt; undefined&lt;br&gt;</description>
      <pubDate>Mon, 28 Jan 2008 08:45:30 +0200</pubDate>
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      <title>MenÃ¹ a Km zero</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=427</link>
      <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Fonte: Eco News&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ecolucart.it/econews/prima/default.htm&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;http://www.ecolucart.it/econews/prima/default.htm&lt;/a&gt;&lt;br&gt;  Negli ultimi mesi dell&#039;anno scorso la Coldiretti del Veneto aveva presentato 25.000 firme al Consiglio Regionale per chiedere una legge che prevedesse cibi di origine regionale nelle mense pubbliche. Detto-fatto, a Padova si sono messi in moto anche i ristoratori e pochi giorni fa sono state consegnate le prime vetrofanie a marchio &quot;MenÃ¹ a Km zero&quot;. Il primo negozio che si Ã¨ adeguato alle linee di base della proposta Ã¨ l&#039;osteria Vita Nova.&lt;br&gt;&lt;br&gt;  La vetrofania certifica che l&#039;esercizio mette in menÃ¹ prodotti locali, che non debbano compiere viaggi lunghi prima di arrivare in tavola. Il Veneto, nonostante abbia 38 vini Doc, Docg, Igt, 366 prodotti tradizionali iscritti all&#039;elenco del Ministero delle Politiche Agricole, 21 prodotti Dop/Igp, due marchi collettivi per la carne bovina, un marchio certificato per la carne di coniglio e altri ancora riconosciuti a livello nazionale in avicoltura, Ã¨ la seconda regione italiana per importazione di prodotti agricoli dall&#039;estero. Fra gli altri pregi della produzione locale, si registra che la quantitÃ  di frutta, latte e formaggi, carne, uova, vino e zucchero Ã¨ enormemente superiore al fabbisogno dei veneti. Una contraddizione che, se affonda le proprie radici in questioni economiche, Ã¨ sicuramente dannosa per l&#039;ambiente. Le iniziative a &quot;Km zero&quot; si moltiplicano, segno che la coscienza ambientale sta progressivamente maturando presso tutti i settori della popolazione. Alcune settimane fa Ã¨ stata lanciata una campagna oltremodo simpatica: &quot;Fiori a Km zero per San Valentino&quot;. Ancora una volta la regia era della Coldiretti, che affermava: &quot;Un mazzo di fiori dal PerÃ¹ brucia 5 kg di petrolio e ne libera 50 di CO2&quot;. Ormai la festa degli innamorati Ã¨ passata, ma per i prossimi compleanni... Intesi? &lt;/div&gt;</description>
      <pubDate>Thu, 01 Mar 2007 21:38:16 +0200</pubDate>
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      <title>5 mesi di Mappa del Cibo Locale e 100 fattorie</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=392</link>
      <description>Sono stato molto felice di constatare che oggi una nuova fattoria agricola si Ã¨ aggiunta alla Mappa del Cibo Locale. Ã l&#039;agriturismo Podere Le Pialle e vende ortaggi, olio di oliva, marmellate e uova, tutto rigorosamente bio. Tutto ciÃ² Ã¨ avvenuto senza sforzo e la considero una piccola rivoluzione silenziosa, una presenza ogni giorno sempre piÃ¹ imponente, una partecipazione alla vera capriola che CiviltÃ  Contadina intende dare alla distribuzione dei prodotti veri, sani e giusti prodotti dagli uomini di campagna. 100 Ã¨ un numero che per un piccolo portale come questo Ã¨ giÃ  un grande successo. Ma non mi basta, altre persone potranno entrare e entreranno. Presto questa sezione del sito verrÃ  potenziata e ulteriormente resa piÃ¹ attiva e visibile per ospitare altri 100 e piÃ¹ agricoltori virtuosi. </description>
      <pubDate>Thu, 31 Aug 2006 20:26:40 +0200</pubDate>
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      <title>La mappa del cibo locale esce dalla fase sperimentale</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=362</link>
      <description>Dopo un lungo periodo di costruzione prima e di correzione poi il sistema di catalogazione della Mappa del Cibo locale esce dalla fase sperimentale e si presenta in una forma definitiva. Ringrazio quanti hanno contribuito a aiutarci nel trovare errori e consigliare miglioramenti, sempre possibili e speriamo in futuro di ampliare la sezione con nuovi servizi. </description>
      <pubDate>Wed, 29 Mar 2006 12:05:45 +0200</pubDate>
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      <title>Filiera corta anzi cortissima</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=361</link>
      <description>Riporto un articolo de Il Manifesto istruttivo di come gli agricoltori possano cambiare la societÃ  e ne hanno il potere, purchÃ© si sgancino dai finanziamenti pubblici e inizino a fare da se. Io spero che un giorno i contadini possano portare alle case della gente anche l&#039;olio e l&#039;alcool per far muovere i loro automezzi. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;pre&gt;Da Il Manifesto - 8/3/06, di Marinella Correggia&lt;br&gt;Filiera corta, anzi, cortissima.&lt;br&gt;Il progetto Â«filiera cortaÂ» consente una riduzione ai minimi termini del&lt;br&gt;sistema distributivo e della distanza fra il campo e la bocca&lt;br&gt;&lt;br&gt;La Cina coltiva in modo biologico il 4,4% del riso, il 6,6% della frutta, il&lt;br&gt;16,3% del tÃ¨ e via dicendo; Ã¨ al secondo posto al mondo per superficie&lt;br&gt;agricola coltivata a biologico, dopo l&#039;Australia. Ne riferisce il bollettino&lt;br&gt;(italiano: dell&#039;Associazione per l&#039;agricoltura biologica) <img src='http://www.civiltacontadina.it/include/protection.php?p=YmlvJTQwZ3JpY3VsdHVyYSUyNmx0JTNCYnIlMjZndCUzQm5vdGl6aWUu'> Tre le principali categorie di consumatori interni: 20-40enni di&lt;br&gt;educazione e reddito medio alti; gruppi specifici come donne incinte,&lt;br&gt;neonati e bambini; acquirenti istituzionali. Il valore della produzione bio&lt;br&gt;made in China Ã¨ attualmente pari a circa 700 milioni di dollari e nel 2004&lt;br&gt;il valore delle esportazioni Ã¨ stato pari a 350 milioni: la metÃ  del totale&lt;br&gt;prodotto, e si stima una crescita dell&#039;export al ritmo del 10% annuo. Del&lt;br&gt;resto a conoscere un boom Ã¨ tutto il bio-global: il commercio internazionale&lt;br&gt;di alimenti certificati bio, che perÃ² solcano i cieli e gli oceani&lt;br&gt;diventando ecopesanti e sancendo una distanza enorme - anche dal punto di&lt;br&gt;vista geografico - fra produttori e consumatori, sconosciuti fra loro e&lt;br&gt;spesso vittime dell&#039;agribusiness. Tutto il contrario Ã¨ il progetto Â«filiera&lt;br&gt;cortaÂ», che si sta diffondendo anche in Italia ed Ã¨ da tempo presente negli&lt;br&gt;Stati uniti, in Brasile, in Francia ecc. &lt;/pre&gt;</description>
      <pubDate>Wed, 29 Mar 2006 08:30:00 +0200</pubDate>
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      <title>ANTITRUST: NO A SPAZI VENDITA PRODOTTI REGIONALI NEI SUPERMERCATI</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=337</link>
      <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;L&#039;AutoritÃ  garante della concorrenza e del mercato ha inviato mercoledÃ¬ 19 un parere alla Camera e al Governo con il quale auspica l&#039;eliminazione dal decreto legge in materia di agricoltura dell&#039;obbligo di riservare spazi commerciali a favore dei prodotti agricoli regionali. Lo rende noto un comunicato dell&#039;Antitrust. La norma in questione prevede la fissazione da parte delle Regioni di una percentuale minima (20%) della superficie di vendita delle grandi strutture commerciali da destinare esclusivamente alla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari regionali. Per l&#039;AutoritÃ  la previsione si pone in netto contrasto con i principi nazionali e comunitari a tutela della concorrenza, producendo gravi effetti distorsivi delle dinamiche concorrenziali esistenti sia nel settore della distribuzione commerciale dei prodotti agricoli e agroalimentari che nei settori a monte della produzione di tali beni. L&#039;introduzione di forti vincoli alla libertÃ  d&#039;impresa in materia di politiche di approvvigionamento della grande distribuzione organizzata - rileva l&#039;Antitrust - comporta una riduzione del grado di concorrenza tra le imprese attive nel settore distributivo, dovuta al ridimensionamento dei margini di manovra possibili su questa importante variabile competitiva. Si registrerebbe, inoltre, una perdita di efficienza con gravi ripercussioni sui prezzi finali di vendita e sulla gamma dei prodotti offerti. (APCOM)&lt;/div&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 21 Oct 2005 10:15:32 +0200</pubDate>
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    </item>
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      <title>UK: Grande successo commerciale del latte locale</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=335</link>
      <description>UK: WAITROSE VENDE LATTE LOCALE&lt;br&gt;Secondo la rivista Checkout, il rivenditore Waitrose, che in settembre ha iniziato a vendere, nei suoi punti vendita dello Yorkshire, latte bio di produzione locale ha dichiarato che lâavventura Ã¨ stata un successo â¦â¦.. Il latte riporta lâetichetta âDefinitely Yourkshire â ed Ã¨ prodotto solo da latterie inglesi. Sempre secondo la rivista, il latte vende cinquanta volte di piÃ¹ di quanto venda il suo concorrente piÃ¹ prossimo e, dopo solo una settimana dallâuscita nei negozi, le vendite di latte della catena di Sheffield sono quasi raddoppiate. (FoodBusinness review)&lt;br&gt;&lt;br&gt;Quindi non basta dire che i prodotti agricoli posti in vendita sono italiani, ma la gente ama sapere che provengono dalla propria regione. Il prodotto globale dimostra di essere meno amato dalla gente. Una possibilitÃ  in piÃ¹ per gli agricoltori locali che fanno vendita diretta.</description>
      <pubDate>Fri, 21 Oct 2005 10:04:11 +0200</pubDate>
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      <title>Il cibo locale ha una faccia</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=331</link>
      <description>&lt;h4&gt;Comunicato Stampa - 13/10/05&lt;br&gt;&lt;/h4&gt;   &lt;br&gt;&lt;h3&gt;&lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;&lt;/span&gt;Il cibo locale ha una faccia&lt;/h3&gt;  &lt;div align=&quot;justify&quot;&gt; Un movimento di portata globale sta riscoprendo i vantaggi dell&#039;acquisto diretto di cibo localmente prodotto. Ã piÃ¹ fresco di niente altro che si possa trovare nei supermercati e ciÃ² significa che Ã¨ piÃ¹ gustoso e nutriente, soprattutto attualmente che i cibi provengono da ogni zona del pianeta. Inoltre Ã¨ positivo per dare alle fattorie familiari una possibilitÃ  di sufficiente reddito per continuare la loro attivitÃ . Infine questo cibo porta impresso la faccia dell&#039;agricoltore che l&#039;ha prodotto e che lo vende, il che costuisce la garanzia migliore sulla sua provenienza. Per il cibo locale venduto dalle fattorie a conduzione familiare non c&#039;Ã¨ bisogno della cosiddetta tracciabilitÃ . &lt;br&gt;&lt;br&gt;  Anche CiviltÃ  Contadina, l&#039;associazione nazionale che cura la salvaguardia di semi di antiche varietÃ , pensa che il cibo di fattoria sia migliore del miglior cibo di supermercato e crede che tramite la buona agricoltura e la vendita diretta di cibi di fattoria provenienti da varietÃ  tradizionali e antiche ci sia un futuro per una agricoltura a misura di uomo e di ambiente. Questo Ã¨ il motivo che ci ha spinto a creare una sezione del nostro sito chiamata &lt;a&gt;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;La Mappa del Cibo Locale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, per stimolare la vendita e il progresso di tutte le realtÃ  contadine che praticano la vendita diretta dei propri prodotti. &lt;/div&gt;</description>
      <pubDate>Fri, 14 Oct 2005 10:56:02 +0200</pubDate>
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      <title>Piccoli contadini svizzeri e terzo mondo uniti contro insidie ogm</title>
      <link>http://www.civiltacontadina.it/modules/news/article.php?storyid=328</link>
      <description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font&gt;&lt;span class=&quot;TATEXT&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.tio.ch/common_includes/pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=239065&amp;amp;idtipo=290&quot;&gt;Ticinonline&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;BERNA&lt;/strong&gt; - Occorre proteggere le agricolture locali dalle importazioni di prodotti a buon mercato e dalle insidie delle piante e delle sementi geneticamente manipolate: Ã¨ l&#039;appello lanciato oggi da piccoli contadini provenienti da Equador, Tanzania, India e Svizzera, riunitisi oggi a Berna su iniziativa di Swissaid. &quot;Produrre a livello locale, consumare a livello locale&quot;, Ã¨ lo slogan che compare in una dichiarazione destinata ai rispettivi governi nel quadro dei negoziati dell&#039;Organizzazione mondiale del commercio (WTO).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
      <pubDate>Sat, 08 Oct 2005 15:21:34 +0200</pubDate>
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