 Ringrazio a nome di Civiltà Contadina la senatrice Loredana De Petris per aver promosso e portato in Senato una legge che legalizza le varietà locali italiane con l'istituzione di un registro italiano per le varietà da conservazione. Ecco il comunicato stampa ripreso da Ecquologia “E’ il primo passo verso una legislazione volta alla salvaguardia delle varietà di piante agricole a rischio di estinzione, del ruolo insostituibile degli agricoltori che per millenni hanno contribuito a selezionarle e del loro diritto a scambiarsi localmente le sementi per conservarle e migliorarle.” Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, commenta l’approvazione, avvenuta ieri sera nell’Aula del Senato, dopo un acceso dibattito nel corso dell’esame in seconda lettura della Legge comunitaria per il 2006, dell’Ordine del Giorno a sua prima firma sulla tutela delle specie agricole a rischio. “La FAO – dichiara la senatrice – ha riconosciuto il rischio per la sicurezza alimentare mondiale derivante dalla scomparsa, ad oggi, dei tre quarti delle varietà di piante utilizzate in agricoltura. Eppure solo la conservazione attiva di queste risorse genetiche può consentire di combattere efficacemente le patologie delle coltivazioni e tentare di adattarle al cambiamento climatico. Anche da “Terra Madre”, il recente incontro internazionale delle comunità del cibo – prosegue De Petris – è stato lanciato un appello internazionale per difendere le sementi dal rischio della brevettazione e riconoscere che il miglioramento genetico delle piante non nasce solo nei laboratori delle multinazionali ma, in primo luogo, dal lavoro quotidiano nei campi. L’Ordine del Giorno approvato ieri sera – conclude l’esponente dei Verdi – impegna il Governo, in attuazione del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche già sottoscritto dall’Italia, ad istituire un apposito registro nazionale per salvaguardare le ‘varietà da conservazione’ e a riconoscere localmente, in forma regolamentata, il diritto di scambio delle sementi, oggi negato, agli agricoltori che si impegnano a recuperare e mantenere queste varietà”. |