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Comunicati Stampa : MANTOVA, BOSCHETTI: TUTELARE LA BIODIVERSITA'
Inviato da Alberto Olivucci il 24/8/2006 16:27:07 (2445 letture)
Comunicati Stampa

A rischio i prodotti tipici come la cipolla di Sermide e Felonica, il radicchio, la zucca e il finocchio mantovani. «La perdita di varietà costituisce un pericolo non solo per il patrimonio genetico, ma soprattutto per i consumatori»

Incontro alla fiera aricola millenaria di Mantova martedì 5 alle 20.30, presso lo stand della multifunzionalità, con la partecipazione di Alberto Olivucci, Presidente di Civiltà Contadina. Organizzazione Marco Boschetti, consorzio agrituristico mantovano.


GONZAGA. E’ un grido d’allarme quello che si leva da corti e agriturismi della provincia: la biodiversità, ovvero la varietà degli esseri viventi si sta progressivamente riducendo a causa dei sistemi di allevamento e coltivazione intensivi e delle regole del mercato globale. In Italia, uno dei Paesi più ricchi di biodiversità in Europa, sono ormai a rischio di estinzione ben 1.500 varietà di frutta.E la stessa sorte è riservata agli animali: negli ultimi 50 anni sono andate perdute cinque razze di bovini, tre di caprini, oltre dieci tra ovini e suini, sette di equini e quattro di asini. Purtroppo anche la provincia di Mantova non sfugge all’infausto processo di scomparsa del patrimonio genetico vegetale e animale: il campanello d’allarme riguarda alcune delle tipicità più rinomate, tra cui la zucca mantovana, la cipolla di Sermide e di Felonica, il radicchio, il finocchio e fra gli esemplari d’allevamento la vacca bianca della Valpadana e il cappone rurale. Per avvicinare agricoltori e consumatori a questa problematica, il Consorzio agrituristico mantovano intende avviare una petizione per la salvaguardia della diversità rurale volta a chiedere il riconoscimento del diritto allo scambio diretto di semi e piante fra contadini, sino ad ora considerato fuorilegge. E’ inoltre già pronto a partire anche il progetto «Contadini custodi» che si pone l’obiettivo di individuare, recuperare e tutelare antiche razze e varietà locali a rischio di estinzione. In questo modo si potrà costituire un «Conservatorio della biodiversità mantovana», importante risorsa biologica ma anche di turismo rurale. La Fiera Millenaria, in programma dal 2 al 10 settembre prossimi, contribuirà a pubblicizzare le due iniziative: martedì 5 alle 20.30, presso lo stand della multifunzionalità, Alberto Olivucci presidente dell’Associazione Civiltà contadina, e Maurizio Castelli assessore all’Agricoltura della Provincia di Mantova, presenteranno infatti entrambi i progetti promossi dal Consorzio Agrituristico Mantovano.


GONZAGA. «La perdita di varietà costituisce un pericolo non solo per il patrimonio genetico ma soprattutto per i consumatori»: con questa fredda constatazione Marco Boschetti, portavoce del Consorzio agrituristico mantovano, commenta i recenti dati della Fao secondo i quali nell’ultimo secolo i tre quarti della diversità genetica delle colture agricole sono andati perduti. «Il valore nutritivo di vitamina C contenuto, ad esempio, nelle mele Renette ananasse, coltivate nei pressi di Schivenoglia, è cinque volte superiore a quello di una Golden - prosegue Boschetti; - per contro, in generale gli elementi nutritivi contenuti nelle nuove varietà di frutta e verdura sono sempre di meno. Per questo siamo convinti che la scomparsa di una varietà o di una razza sia una perdita per i consumatori. Ma non solo: si tratta di una grave perdita anche per l’intero territorio, in quanto ciò comporta pure la scomparsa di un pezzo della nostra storia, della nostra cultura, della nostra memoria, dei saperi sviluppati dagli agricoltori e dalle comunità locali». Ma tutelare la biodiversità è una strada che appare lunga e irta di ostacoli: prima di tutto è infatti necessario capire quanto è rimasto da tutelare; poi, scommettere sul mercato. «In Norvegia è stato creato un caveau contenente oltre 3 milioni di semi: una sorta di Arca di Noè - racconta Boschetti. - Ebbene, io credo che oltre a questo si debba assicurare al produttore la vendita. Ma per arrivare a questo punto bisogna cancellare la legge 322 del 9 maggio 2001, che ha considerato fuorilegge lo scambio di semi tipici del territorio non iscritti al registro ufficiale delle sementi, ed istituire nuovi accordi di filiera in grado di favorire il commercio». Gazzetta di Mantova, 23 agosto 2006

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Autore Albero