 Con questo proverbio locale romagnolo si apostrafava chi voleva rogne. Ebbene anch'io me le sono andate a cercare: mettere venticinque varietà di zucche in uno stesso orto e poi trovare il modo per non farle ibridare allegramente producendo semi per una incredibile sequela di variabili forme intermedie. Proprio in questi giorni sono tutte in fervida produzione di fiori pronti a copulare fra loro con l'aiuto delle operosissime api e degli instancabili bombi. Ma vediamo come funziona l'isolamento di questa foresta di zucche.
 Quest'anno ho deciso che le zucche dovevano avere uno spazio importante nel mio orto che continua ad essere troppo dipendente dalle precipitazioni meteoriche, non avendo io acqua da pozzi. Ho allora deciso di acquistare trecento metri di tubo di irrigazione che ogni 2 metri ha ricevuto un piccolo irrigatore a goccia che può erogare 8 litri/ora permettendomi di economizzare l'acqua e il tempo.  Ergo: 100 piante di zucche o giù di li. Ho attinto a semi giunti dalla Francia, dai seed savers, dalla Sicilia, due piante o massimo tre per varietà. Il prossimo anno conto di fare meglio, ovvero più piante e quindi anche più varietà italiane.
Innanzitutto le zucche in questione sono di ben tre specie:
Cucurbita maxima: è la zucca per eccellenza, fa grandi frutti rotondeggianti e le foglie altrettanto sono rotonde, colore verde chiaro e con peli non pungenti. I fiori profumati e a forma di trombetta. Cucurbita pepo: la sua foglia è frastagliata, di colore verde scuro, con peli pungenti; la forma è spesso compatta, il frutto può essere di forma allungata o tondeggiante con un gambo solcato o costoluto. Cucurbita moschata: ha una foglia molto angolosa ma non frastagliata, ricca di peli spinosi ma non pungenti, di colore verde e grigio. Ha frutti lunghi e spesso ricurvi attaccati a un gambo che presenta 5 coste o angoli, i semi sono di colore bianco-grigio e con molto margine.
Le zucche sono una famiglia molto ricca di varietà per forma e colore. Il motivo è semplice: avendo fiori femmine e maschi differenziati sulla stessa pianta e necessitando degli insetti per l'impollinazione, come tutte le altre cucurbitacee, si ibridano fra di loro con passione e fervore. In una zucca ibridata ogni seme può dare origine a una forma unica e irripetibile di zucca. Per mantenere invece una varietà fissata pura occorrono circa un km e mezzo almeno di isolamento da un'altra varietà differente, ovvero la distanza che possono coprire api e bombi. Se questa difficile condizione di isolamento non è possibile e si vogliono tenere come faccio io diverse varietà nello stesso orto rimane solo l'alternativa dell'impollinazione a mano. I grandi fiori della zucca rendono la cosa facile, ma non per questo meno impegnativa per i tempi operativi e poi per l'estensione delle piante che raggiungono spesso decine di metri. La difficoltà nel mio orto infatti è riuscire a capire fra tutti i rami intrigati fra di loro da quale radice di zucca provengano per identificare poi da dove prelevare il fiore maschio che fornirà il polline. Fra le diverse specie che prima vi ho elencato diversi autori scrivono che non c'è impollinazione e quindi possono essere messe insieme senza per questo ibridarsi. A me invece consta, e non solo a me ma pure ad altri autori, che solo fra cucurbita maxima e cucurbita pepo non c'è incrocio. In ogni caso le varietà della stessa specie fra di loro si ibridano eccome. Dopo il test di quest'anno vi dirò chi ha ragione.
Si inizia la sera prima. Si cercano prima i fiori femmina che la mattina dopo si apriranno. Si riconoscono dalla colorazione gialla del petalo che non si è ancora aperto. Altrettanto si cercano uno o due fiori maschi della stessa varietà. Possono essere anche della stessa pianta. La zucca non si degenera con questo tipo di autoimpollinazione. Una volta trovati i fiori occorre fare in modo che la mattina dopo non si aprano alle visite degli insetti. All'inizio usavo del nastro adesivo di carta ma adesso per la zucca preferisco le mollette da bucato, meglio se colorate sgargianti che così si distinguono meglio al mattino dopo in mezzo al fogliame. Per non perdere l'orientamento al mattino mi segno la posizione di ogni fiore femmina con una bandierina o una canna.
Al mattino, verso le 10-11, quando il polline sarà reso disponibile interamente dal fiore maschio, entro in azione. Taglio il fiore maschio, gli tolgo molletta e petalo giallo, tolgo la molletta dal fiore femmina e lo apro, infilo lo stame del fiore maschio con il polline e lo strofino, sullo stigma del fiore femmina, richiudo il fiore con la molletta: il gioco è fatto.
    Infine lego al gambo del fiore femmina un cartellino con il nome della zucca che crescerà. È possibile qualche aborto, frutti che non si formano e cadono dopo pochi giorni, ma questo avviene anche naturalmente e non dipende dall'operazione fatta.
Dopo la raccolta delle zucche mature è consigliabile aspettare anche un mese per estrarre i semi, che nel frattempo continuano a crescere e a formarsi. Grazie a questo accorgimento la loro germinabilità e la loro conservazione migliora. I semi richiedono dei giorni per essiccarsi e sarebbe meglio accelerare i tempi con un ventilatore. I semi di zucca possono conservarsi a temperatura ambiente per oltre 6 anni e anche fino a 10.

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