Parere Corte Giustizia UE su obbligo iscrizione varietà: ribadita la normativa

Inviato da Alberto Olivucci | 6/8/2012 | 926 Letture

La Corte di giustizia UE il 12 luglio scorso ha emesso una sentenza, che sancisce l’obbligo della iscrizione ufficiale obbligatoria di una varietà vegetale prima della sua commercializzazione. Prendiamo atto che il mercato è regolato da norme, che piacciano o no sono quelle, e non sono in grado di preservare la biodiversità e la libertà di semina, ma nemmeno sono quelle le finalità per cui sono state emesse, ma solo per tutelare gli interessi, rilevantissimi, delle ditte sementiere. Questa sentenza non cambia certamente nulla nell'impegno di Civiltà Contadina nella preservazione delle varietà antiche ma pone semmai un interrogativo: a chi fanno bene queste regole? E perché la corte europea, non ascoltando il parere del suo avvocato generale, ribadisce la giustezza di una direttiva che mortifica un mercato? La nostra opinione è che si è fermata alla richiesta avanzata dalla associazione Kokopelli e ha trovato che nella normativa esistono modalità di registrazione che garantiscono produzione e circolazione anche a varietà non commerciali, come quelle da conservazione e quelle senza valore intrinseco. Noi di Civiltà Contadina affermiamo che ciò è troppo poco e che i diritti fondamentali dell'uomo sono anche di potersi scegliere cosa coltivare e di cosa nutrirsi. Delle diatribe da pollaio fra una ditta sementiera e una associazione che commercializza sementi francamente ce ne importa proprio nulla, noi le sementi le regaliamo e solo per motivi di conservazione genetica non entrando così nel campo applicativo di una legge che regola invece il mercato. Ciò che invece andrebbe tutelato non è il diritto alla libera semina di piante alimentari da sementi contadine, ma l'applicazione di leggi giuste. In Italia si aspetta da troppo tempo che venga data applicazione alla normativa europea permettendo anche agli agricoltori la commercializzazione di modici quantitativi di sementi contadine registrate. Inoltre chiediamo che la registrazione delle varietà contadine, dette da conservazione, resti nel campo della gratuita come ora anche in futuro.