Semi e orti di Obama e Francesco

Inviato da Alberto Olivucci | 28/3/2014 | 2801 Letture | Tags: Agrobiodiversità

Oggi ho appreso dalle notizie che Obama ha portato dagli Stati Uniti i semi dell'orto biologico piantato da sua moglie, Michelle Obama, per donarli a Papa Francesco che a sua volta è titolare di un orto biologico piantato a Castelgandolfo. Messa così la storia è piacevole, a vederli mi sembrano i migliori testimonial del biologico e del seed saving, due persone lontane che quando si incontrano si scambiano il dono più autentico, quello del cibo e della vita contenuta nei semi, un messaggio globale di pace e speranza. Solo per questo potrei proporli entrambi come soci onorari di Civiltà Contadina, e effettivamente ci sto pensando. Vorrei proporlo alla prossima assemblea.


 


 

Quello che purtroppo non mi torna è che loro, rispetto a noi comuni mortali, sono dei semidei. Immaginiamo che io parta per gli Stati Uniti come turista ma con l'idea di portare in dono alla famiglia Obama alcuni sacchetti di semi del mio orto. Sarebbe un bel gesto però che sarebbe altrettanto poco compreso dalle guardie doganali, i miei semi una volta scoperti sarebbero avviati all'incenerimento e io multato o forse anche respinto alla frontiera per traffico illegale di semi non registrati e per di più senza passaporto fitosanitario. Beato Obama che può, la mia stima per il suo gesto rimane.


Se altrettanto gli Stati Uniti, che sono i maggiori produttori di sementi OGM su un livello globale, smettero di inviarci semi della Monsanto, ma solo i semi bio degli orti dei seed savers, non sarebbe un bel messaggio di pace? La maggior parte degli italiani vede nell'insistere a seminare OGM americano sul nostro suolo, ricordo il mais OGM di Fidenato seminato l'anno scorso in Friuli V.G., una sorta di aggressione alla nostra biodiversità e alla nostra cultura alimentare e questo mi dispiace che sia attribuito a uno stato amico come gli USA. Non vorrei sembrare troppo morbido: gli OGM non è che non ci piacciono soltanto, agli occhi degli italiani, i reiterati tentativi di seminarli sul nostro territorio paiono atti di terrorismo alimentare. Ecco perché gli si oppongono strenuamente. Io credo che un bel gesto di distensione sarebbe quello di non tentare più di imporli ai territori italiani, ne da parte di agricoltori nostrani ne da parte di legislatori europei che nessuno ha eletto, e qui parlo della commissione agricoltura europea.


Riterrei quindi opportuno proporre a Aquileia 2014, alla prossima riunione dell'Assemblea, Barack e Michelle Obama e papa Francesco come soci onorari di Civiltà Contadina, inviando loro anche un messaggio affinché si adoperino per difendere l'agricoltura biologica e la biodiversità dalla aggressione dei semi modificati geneticamente, siano essi OGM o mutanti.