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 extra
Inviato: 7/8/2011 18:35:29
#1
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Biodiverso novello
Iscritto il: 2011/8/7 18:27 | Messaggi: 1

Ciao a tutti,


ho individuato delle malattie in alcune piante dell'orto, essendo una neofita non so affatto che cosa siano e come si curano/prevengono. Sperando che possiate aiutarmi invio alcune foto illustrative. grazie


ElisaB


Allega:



jpg  fagiolino1.JPG (277.60 KB)
5454__304204e3ebe2b7379e.jpg 909X682 px

jpg  fagiolino2.JPG (286.28 KB)
5454__206744e3ebe421501e.jpg 909X682 px

jpg  cavolo 1.JPG (180.49 KB)
5454__202524e3ebe5ce0981.jpg 909X682 px

jpg  cavolo2.JPG (135.48 KB)
5454__254024e3ebe6b0b25b.jpg 909X682 px

jpg  prugne.JPG (678.79 KB)
5454__319964e3ebed180829.jpg 2272X1704 px


Inviato: 9/8/2011 18:08:21
#2
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Iscritto il: 2002/6/20 11:53 | Da: I paesi della scapigliatura lombarda | Messaggi: 993

Posso aiutarti molto alla carlona, perchè un conto è essere sul posto e guardarsi intorno, un'altro è vedere le immagini, è sempre tutto abbastaza sbrigativo sommario.


Sono tutte malattie molto comuni tramme per i fagioli e fagiolini, sono dei sintomi di seccume che possono essere dati da trauma meccanico, cioè temporali o lavorazioni colturali o anche il semplice passaggio che gratti o rompa le foglie senza spaccarle, poi il resto lo fa il vento e l'abbassamento di umidità che disidrata i tessuti rovinati e accartoccia le parti, può sembrare anche salinità o colpo di nutrienti, un'eccesso si sali o concime, specie se si utilizza la pollina.


Il cavolo cappuccio è inequivocabile, sono la botrite (Botrytis cinerea) e i marciumi molli da un batterio, Erwiria carotovora, questi si associano ad annate caldo umide e a traumi compresi le morsicature di insetti come la cavolaia o la Putella xylostella o tignola dei cavoli che è una farfallina microscopica, ma anche nottue e lumache ce ne mettono del loro a diffondere il batterio, la botrite è ubiquitaria. In linea di massima si utilizza il rame, solo l'ossicloruro e si cerca di non toccare le piante e di raccoglierle e consumarle al più presto con dovute accortezze di non manipolarle e conservarle troppo, va fatta un'attentissima lotta agli insetti e alle lumache , dato l'estrema sensibilità alle ferite è meglio usare subito il piretro alla sera-notte perchè funziona anche per asfisia e evita l'ingestione e l'azione per ingestione, magari ul prodotto come lo Spinosad o il neem che sono fagodeterrenti e il derivato del neem Azadiractina è anche un buon funghicida. Si possono mescolare avendo l'accortezza di inacidire l'acqua prima di miscelare e di sruzzare bene e tutta la pianta compreso il colletto alla sera meglio con aceto e acido borico, che si compra in farmacia e ha effetto concimante integrando il boro che è un microelemento essenziale per le brassicacee.


Le pesche è la Monilia fruttigena, ormai è troppo tardi per la lotta, bisogna raccogliere tutto comprese le mummie o frutti rinsecchiti e i rami secchi bruciandoli subito, verso fine settembre si incominceranno i trattamenti con prodotti a base di rame senza una specifica preferenza, due-tre trattamenti fino all'inverno prima e dopo la caduta delle foglie, potando rami secchi, malati, troppo deboli ed erbacei, svuotando il centro della pianta e raccorciando il più possibile i rami. Il rame va spruzzato bene su tutta la pianta e le foglie cadute allontanate il più possibile vanno compostate subito o bruciate, se compostate è bene miscelarle a materiali molto ricchi di azoto e messi in posti caldi affinche si decompongano al meglio e prima possibile. I trattamenti autunnali alleviano molto la monilia e combatto soprattutto la bolla e il corineo o impallinatura delle foglie.Purtroppo la moniglia è sempre presente ed è spesso veicolata sui frutti e nei rami da insetti, ed il pesco ne ha tanti con apparato masticatore in grado di ferire ui tessuti come la cidia del pesco, anarsia, la mosca della frutta, i calabroni-vespe, Nottue, lumache anche molti cimici e cicaline con punture possono inocularla, le afidi con le loro feci possono far colonizzare il frutto dall'esterno mantenendo un velo di zuccheri e umidità sul frutto insieme a nerume e fumaggine.


La monilia ha poi una lotta primaverile ed estiva ma mai risolutiva e molto spesso con esiti additivi mortali o fortemente indebolenti se entra in profondità nei rametti.


E' estremamente favorita dal vigore delle piante dall'azoto e dal clima piovoso, freddo e umido che la favorisce in primavera già subito in fioritura sul fiore e sull'ovario. E' buona cosa iniziare subito a settembre con il rame e poi una buona pulizia e potatura sono un viatico ad una primavera più leggera ma pur sempre degna di attenzione e non priva di trattamenti perchè si perde sia il frutto che la piante e perchè si possono combattere più funghi con i pochi prodotti che si hanno nel trattamento bio. Altri prodotti è preferibile farli di primavera fino a poco prima della raccolta ma è bene partire presto e già a settembre per il futuro raccolto. Il pesco in vegetazione è molto sensibile a vari prodotti compreso il rame se a forti dosi e ripetuto, soprattutto con forti umidità e temperature alte già in primavera però lo si riesce a miscelare con molti altri prodotti avendo così una funzione complementare e polivalente.


_________________
"Produrre è progredire,
Conservare è vivere, l'immortalità ha le sembianze della scienza e il passo della poesia.
Nelle piante vi è sempre un uomo." D.B.S.

Inviato: 9/8/2011 18:09:59
#3
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Iscritto il: 2002/6/20 11:53 | Da: I paesi della scapigliatura lombarda | Messaggi: 993

Vale anche per pugne, albicocche, pere, mele, cigliegio, rosacee in generale.


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